Delusione dall’incontro di ieri, lunedì 11 maggio, in Provincia, convocato per un aggiornamento sui lavori sulla diga della Lavagnina, a Casaleggio Boiro, e la rimozione dei fango rilasciato nei torrenti a valle. Il Comitato in Difesa di Gorzente e Piota spiega: “Dei sette punti di intervento lungo il Gorzente e il Piota segnalati da noi, soltanto due — l’area del Mulino di Casaleggio e quella del Mulino di Lerma — sono stati finora presi in considerazione. Per tali siti è stato prospettato uno svuotamento dal lago verso l’alveo pari a circa 300 metri cubi di materiale e proposte due date possibili , o il 15 Luglio o fine settembre. Pur prendendo atto delle rassicurazioni fornite circa la futura presa in carico degli ulteriori cinque punti individuati — iter che dovrebbe risultare più rapido grazie alle pratiche tecniche già espletate — abbiamo ha espresso con fermezza il nostro profondo disappunto”. Il comitato ha motivato la sua posizione ritenendo “inadeguata la tipologia di intervento, insufficiente rispetto alle reali necessità del territorio”. Inoltre, considera le tempistiche “non compatibili con le esigenze locali: la data del 15 luglio risulta inopportuna in piena stagione turistica, mentre il rinvio a fine settembre è motivato dal fermo biologico”. Lavorare in estate vorrebbe dire infatti causare altri danni ai pesci, dopo quelli subiti con lo sversamento del fango.
Il comitato sottolinea poi “l’assenza di un piano operativo concreto per la bonifica parziale dei restanti cinque siti. È stato inoltre ricordato che l’estate imminente rappresenterà la terza consecutiva senza la possibilità di usufruire del fiume, risorsa fondamentale per la valle sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. A seguito del confronto, è stato ottenuto l’impegno a predisporre entro la fine di luglio un cronoprogramma dettagliato degli interventi, con avvio previsto da settembre, in modo completo ed efficace.

Tali lavori costituiscono soltanto un primo passo e dovrebbero rappresentare una dimostrazione concreta delle intenzioni finora dichiarate ma non ancora pienamente attuate. È stata inoltre espressa sorpresa per la presenza del solo sindaco di Casaleggio Boiro, Alberto Caminati, al quale è stata rinnovata stima per l’intervento svolto, pienamente in linea con le istanze del Comitato. Si auspica che anche gli altri amministratori del territorio partecipino ai prossimi incontri, poiché senza un’azione unitaria non sarà possibile ottenere risultati concreti per la valle”.
Il Comitato parla di “misura ormai colma. Il tempo delle promesse è terminato. A partire da oggi verranno intraprese tutte le azioni necessarie affinché la vicenda sia resa pubblica, conosciuta e raccontata con la massima trasparenza”. Legambiente e Pro Natura, presenti all’incontro, hanno sottolineato nuovamente il danno ambientale arrecato ai corsi d’acqua, puntando ancora il dito sulle responsabilità di Iren e ricordando la presenza di un procedimento in corso presso per il ministero dell’Ambiente.
Ireti, società del gruppo Iren, gestore della Lavagnina, da parte sua dice: “Abbiamo depositato negli scorsi giorni, presso l’Ente Parco e la Regione Piemonte, la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione dei primi due interventi di mitigazione ambientale, ritenuti prioritari, selezionati tra quelli segnalate dagli stakeholder territoriali e approfondite attraverso sopralluoghi e incontri tecnici. I progetti prevedono la rimozione meccanica e il riutilizzo in sito di materiali depositati nell’alveo, nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali e di sicurezza e tenendo conto delle specificità naturalistiche dei luoghi“.








