Si saprà domani, 11 maggio, se il Gorzente e il Piota, dopo due anni, la prossima estate saranno balneabili almeno in parte. Alle 11 è infatti in programma ad Alessandria, a Palazzo Ghilini, l’incontro convocato dalla Provincia per fare il punto con Iren sul piano di ripristino dei due torrenti, di cui si era fatta carico la società gestore della diga della Lavagnina, a Casaleggio Boiro, dalla quale nella tarda primavera del 2024 sono state sversate nel corsi d’acqua enormi quantità di fango e altri materiali depositati sul fondo del lago artificiale. Un disastro avvenuto durante i lavori di ripristino dello scarico di fondo della diga, intervento necessario per il futuro dell’invaso ma gestito in malo modo. Le prescrizioni imposte dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese stabilivano infatti di evitare questa situazione a tutela dell’ambiente del Gorzente, che in quel tratto scorre dentro il sito di importanza comunitaria “Capanne di Marcarolo”. A inizio 2026 erano stati individuati sette luoghi lungo il Gorzente e il Piota dove Iren avrebbe dovuto iniziare il ripristino con l’eliminazione del fango depositato in vista dell’estate: il Lago Mulino e località Cravaria a Casaleggio Boiro, località Masino, San Pantaleo, laghi delle Streghe, dell’Acqua Buona e del Mulino a Lerma.
Il Comitato Difesa Gorzente e Piota aveva chiesto che il piano fosse pronto entro aprile e ora si teme che anche nella prossima estate i corsi d’acqua non siano balneabili, per il terzo anno consecutivo. C’è poi l’aspetto dei danni causati ai pesci e all’ambiente in generale.
Intanto, il Comune di Casaleggio Boiro ha revocato l’ordinanza del 2024 che vietava l’accesso al Gorzente a causa della presenza del fango, nel quale alcune persone erano rimaste impantanate. La situazione, almeno sotto questo punto di vista, è migliorata.








