I lanci alleati a Carrega rivivono sull’Appennino ligure-piemontese

Il 27 e 28 aprile rievocazione storica con la manifestazione “Behind Enemy Lines”,

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Museo della Resistenza, Rocchetta Ligure Postazione Radio Londra

E’ iniziata con una mostra temporanea, inaugurata questa mattina, domenica 14 aprile, la manifestazione “Behind Enemy Lines”, la prima ricostruzione storica di una missione alleata che ha collaborato con le formazioni della Resistenza operative sull’Appennino Ligure-Piemontese.  L’evento  che si svolgerà  in val Borbera il 27 e il 28 aprile, coordinato dai gruppi di rievocatori storici ‘Oliver Drab’ e ‘Devil Dogs Val Borbera’  prevede diversi momenti; in particolare, nel corso della camminata in programma per il 27 aprile tra i Comuni di Fascia e Carrega, i rievocatori ricostruiranno specifici scenari storici, con un vero aviolancio da un aereo d’epoca, sui prati delle Capanne di Carrega.

Il giorno successivo a Rocchetta Ligure, al Museo della Resistenza “G.B. Lazagna” a Palazzo Spinola,  si svolgerà la cerimonia ufficiale in memoria della missione alleata, alla presenza del console degli Stati Uniti. Inoltre sono stati organizzati in mattinata, laboratori didattici aperti a tutti, in particolare agli studenti.

Nel suo intervento di inaugurazione di questa mattina, l’organizzatore della manifestazione Alessio Parisi, storico e ricercatore presso l’Istituto Ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Genova ha ricostruito la prima missione, denominata PeeDee, desecretata a metà degli Anni ’90.

Alessio Parisi

Era il gennaio del 1945, quindici soldati italo americani, figli di emigrati, guidati da Leslie Vanoncini (1917-1996), toccarono il suolo con i paracaduti, trovarono ad attenderli un uomo in abiti dimessi, con le pezze ai piedi al posto delle scarpe,  pensarono fosse un contadino, era invece il vicecomandante della VI Zona Operativa il partigiano Canevari, al secolo Umberto Lazagna, padre di Giambattista Lazagna, anche lui comandante partigiano, cui è stato dedicato il Museo di Rocchetta. I ragazzi italoamericani, non sapevano nulla dell’Italia e delle tristi condizioni in cui versava, trovarono i partigiani malati di scabbia, a causa della denutrizione, senza armi e munizioni e particolarmente provati. dopo il rastrellamento nazifascista del dicembre 1944. In poco tempo – ha raccontato Parisi – dagli aerei furono lanciati per i partigiani 2mila uniformi e 1.500 mitra oltre a viveri fino ad allora mai visti, come la carne in scatola”.

Gli alleati contribuirono in maniera fondamentale alla Liberazione di Genova e del Nord Italia dai nazifascisti, non solo grazie alle loro strategie militari, ma portando concretamente cibo e materiale militare, questa collaborazione cementò il rapporto con gli americani e con l’America, fino ad allora vista solo come terra d’emigrazione.

La mostra è costituita da 15 pannelli con uniformi, armi e oggetti della missione, compreso un paracadute originale. Il 27 aprile sarà ricostruito un aviolancio con un aereo dell’epoca e l’uso di asini per trasportare il materiale con un percorso a piedi da Fascia a Carrega. Il 28 aprile il presidente dell’associazione veterani statunitense donerà al museo di Rocchetta la medaglia del Congresso americano.

L’allestimento, si è avvalso del contributo della sezione Anpi ‘Pinan’ Val Borbera. In esposizione oggetti, attrezzature ed equipaggiamenti provenienti dagli aviolanci della missione americana Pee Dee. La mostra sarà visitabile fino alla metà di maggio e sarà aperta la mattina dei giorni festivi e su richiesta. Dopodichè sarà trasferita ad Arquata Scrivia.

La mostra ha il patrocinio dei  Comuni di Fascia, Carrega Ligure, Rocchetta Ligure, Vignole Borbera, Arquata Scrivia, dall’Anpi e dagli Istituti per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Genova (IlSrec) e di Alessandria (Isral).

La rievocazione storica – ha spiegato Parisi – è anche in Italia, da alcuni anni, uno strumento culturale innovativo e una risorsa particolarmente efficace nell’animazione didattica e museale perché in grado di coinvolgere direttamente il pubblico a vivere nella dimensione presente una realtà storica distante nel tempo. Applicata ai temi e agli eventi tragici del secondo conflitto mondiale, contribuisce a contrastare il diffondersi di ideologie contrarie alla libertà e alla dignità della persona. Oltre a trasmettere la conoscenza degli avvenimenti, riallaccia i legami con il territorio e le sue popolazioni, valorizzando e divulgando la storia locale e rappresenta una straordinaria risorsa per tramandare e salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale”.

La due giorni terminerà con la il pranzo della Libertà alla fiera di Sisola, cui saranno ospiti i rievocatori. Un importante contributo alla realizzazione dell’evento è arrivato, tra gli altri, dalla Fondazione Cral.