L'ingresso di cava Bettole, a Pozzolo

Eseguiamo 1000 controlli ambientali al mese. Sono 30 al giorno“. Così gli esponenti del Cociv il 10 febbraio a Pozzolo Formigaro, nell’incontro convocato dal sindaco Domenico Miloscio per rassicurare la popolazione sulla questione del cloroformio nei pozzi privati. Il consorzio ha annunciato che i dati delle analisi vengono messi a disposizione degli enti pubblici e dell’Osservatorio ambientale Quindi si presume anche dell’Arpa e della Regione. Peccato però che i risultati delle analisi su tre cave di deposito dello smarino del Terzo valico, proprio a Pozzolo, siano top secret, a quanto pare.

A settembre il consigliere regionale Pasquale Coluccio (5 stelle) aveva chiesto informazioni sui controlli eseguiti nelle ex cave di Cascina Pelosi, Bettole e Cascina Cascinone, dove le aziende incaricate dal Cociv hanno portato le rocce scavate sotto l’Appennino per costruire il tunnel a due canne da 27 chilometri. Coluccio aveva chiesto di conoscere “con quale frequenza vengono effettuati i rilevamenti su aria, acqua, suolo e fibre di amianto e con quale periodicità siano aggiornati i dati a disposizione della popolazione e degli enti locali”.

Una domanda semplice, viste oltretutto le parole degli esponenti del Cociv a Pozzolo. Invece questi dati non vengono resi pubblici. Per quale motivo? Non si sa. Una situazione che imbarazza la stessa maggioranza di centrodestra che governa la Regione, tanto che nell’ultima seduta del Consiglio regionale il presidente dell’assemblea, Davide Nicco (Fratelli d’Italia) ha risposto alla sollecitazione di Coluccio (“Sono trascorsi cinque mesi”), sostenendo che i tempi di risposta “sono inaccettabili“. Ha rivelato di aver sollecitato la giunta Cirio ma anche che la risposta non è ancor arrivata: “Chiederemo una maggiore correttezza”.