La Fondazione Pio Istituto De Ferrari Brignole Sale di Genova sta pagando il mutuo per la ristrutturazione dell’ex ricovero di Sant’Agostino, a Voltaggio, ma non sa come coprire le rate poiché il Cociv ha disdetto il contratto dopo aver pagato (con soldi pubblici) circa due anni di affitto, senza aver mai messo un solo operaio nelle 46 stanze recuperate alla fine del 2015. Un pasticcio che lascia “in braghe di tela” la Fondazione, che ha speso ben 1,5 milioni di euro, e che dimostra l’inefficacia della legge regionale 4 del 2011, approvata con molti proclami dalla giunta Cota. In occasione dell’inaugurazione dei lavori dell’ex ricovero voltaggino, si parlò di “primo caso di applicazione della legge regionale 4 del 2011 sulle Grandi opere grazie all’utilizzo di un edificio esistente per dare alloggio alle maestranze del Terzo valico”. Oltretutto, la norma doveva promuovere l’impiego di imprese locali. Risultato: a realizzare i lavori è stata una ditta di Nola e, come si diceva, di operai della Grande opera nello storico edificio non se ne sono visti. La Fondazione ha salvato senz’altro la struttura, a rischio crollo, ottenendo dal Comune il cambio della destinazione d’uso da socio-assistenziale (dedicato cioè all’assistenza agli anziani) a residenziale, rimanendo però con un pugno di mosche e tanti debiti. Il motivo del fallimento dell’operazione è legato, tra l’altro, all’assenza di servizi, come la lavanderia, e degli allacci per il riscaldamento. I campi base del Terzo valico sono invece molto più attrezzati in tal senso per gli operai.

L’ex ricovero di Sant’Agostino visto dalla provinciale

Così, il Cociv ha versato alla Fondazione per circa due anni i soldi pubblici che lo Stato a messo a sua disposizione senza utilizzare i locali e nei mesi scorsi ha finalmente disdetto il contratto. Quanto ha pagato? Il consorzio ovviamente non risponde. Di cifre parla invece il sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, che è anche componente del consiglio di amministrazione della Fondazione: “Il Cociv ha rescisso il contratto con un anticipo di sei mesi non avendo mai utilizzato questi spazi. Quanto ha pagato? Mi risultano circa 90 mila euro l’anno. Ora c’è il problema di cosa fare dell’ex ricovero. La Grandi Lavori Fincosit (appaltatrice dei lavori nella galleria di Voltaggio, ndr) per ora ha pochi operai, almeno per quest’anno, il picco arriverà solo nel 2019 ma per la Fondazione serve una soluzione nell’immediato per trovare qualcuno che paghi l’affitto per coprire le rate del mutuo”. L’ideale, ma sono progetti per il futuro, sarebbe trovare una soluzione che faccia tornare l’ex ricovero alla sua originaria destinazione, cioè il socio-assistenziale: per questo c’è già chi bussa in Regione. “Senz’altro – conclude Bisio – non c’è alcun rischio che la Fondazione, vista la situazione, cerchi di vendere l’immobile poiché ci sono altri beni da cedere”. “Sarebbe bene – dice Mario Bavastro (Legambiente Val Lemme) – che la Corte dei conti verificasse la vicenda dei soldi pubblici che il Cociv ha speso per il Sant’Agostino senza averlo mai utilizzato, dopo aver accettato di mettere lì il suo personale”.

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