A Torino fumano roba non buona”. È stata piuttosto colorita l’espressione utilizzata dall’assessore Antonino Bailo mercoledì pomeriggio, in Consiglio comunale a Serravalle Scrivia, per contestare il parere della commissione regionale per gli insediamenti storici sul piano particolareggiato di via Roma. I tecnici della Regione, come la Soprintendenza, hanno infatti bocciato il progetto che punta al raddoppio della strada, facendo confluire lì tutto il traffico per rendere pedonale la parallela via Berthoud. Il motivo è che il centro storico, seppure degradato, è tutelato in quanto ha un impianto di origine medievale. Il piano del Comune prevede l’abbattimento di vari edifici, solo in parte da ricostruire ma senza certezze economiche sulla riedificazione. Il Comune ha infatti a disposizione solo 8 milioni di euro derivanti dalle opere compensative del Terzo valico ma ne servono altri dieci, che dovrebbero essere messi disposizione da imprenditori edili che al momento non ci sono. La commissione e la Regione temono che in questo modo restino dei “buchi” nel tessuto urbano di Serravalle, per questo hanno dato entrambe parere negativo. Il sindaco Alberto Carbone ha annunciato che il Comune ha presentato un ricorso gerarchico alla giunta regionale: “Abbiamo già contattato il nuovo assessore regionale, al quale spiegheremo le nostre ragioni. La commissione si è è espressa senza motivare il suo no e si è rifiutata di incontrarci”.

Il nuovo Consiglio comunale di Serravalle Scrivia
Il Consiglio comunale di Serravalle Scrivia

“Il centro storico di Serravalle – ha ricordato l’assessore Antonino Bailo – non è più quello di una volta da quando è stata costruita la ferrovia, che ha squarciato l’impianto originario nel 1840. La Regione deve dare un parere urbanistico sul piano particolareggiato, non deve pronunciarsi sui sodi disponibili. Devono aver fumato roba non buona per esprimere un parere del genere. Mi chiedo infatti cosa ci sia da conservare: gli abitanti delle case interessate dal piano saranno una decina e i palazzi sono fatiscenti: se crollano e ci scapperà il morto la responsabilità penale sarà della Regione”. Bailo e Carbone hanno sottolineato come il ricorso in questione sia “l’ultima arma” per far andare avanti il progetto su via Roma. Se resterà il parere negativo, i soldi del Terzo valico dovranno essere destinati ad altri progetti, sempre legati in qualche modo alla linea ferroviaria esistente, come la prima ipotesi di raddoppio dei sottopassi ferroviari.

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