Il fango nel Gorzente nell'autunno 2024

Il ministero dell’Ambiente convinca Iren a rifondere i danni al turismo locale e all’eco sistema dei due torrenti”. La richiesta arriva dal deputato Federico Fornaro (Pd), nella replica alla risposta alla sua interrogazione sulla vicenda della Lavagnina, interrogazione presentata nel 2024. Il ministero ha risposto solo adesso con la viceministra Vannia Gava (Lega), sostenendo innanzitutto che all’epoca del fatti, nella primavera di due anni fa, Iren non ha mai comunicato, contrariamente a quanto previsto, il rilascio dei sedimenti dalla diga di Casaleggio Boiro nel Gorzente e nel Piota, comportamento che avrebbe impedito agli enti di controllo, tra cui le Aree protette dell’Appennino Piemontese, di intervenire, secondo il ministero.

Gava ha citato l’ordinanza del 30 aprile, che imposto a Iren una campagna di monitoraggio per stabilire l’esistenza di un danno all’habitat del Piota e del Gorzente, azione scaturita dall’esposto presentato nel 2024 da Legambiente Ovadese Valle Stura.

Fornaro, nel sottolineare che l’interrogazione risale a due anni fa, ha chiesto “un’azione di “moral suasion” del ministero verso Iren affinché possa essere trovate risorse economiche per rifondere i danni al turismo locale oltre all’eco sistema dei due torrenti”.

Una richiesta che si aggiunge al documento proposto dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese e dal Comitato Difesa Gorzente e Piota, sottoscritto dai sindaci, con il quale si chiederà al gestore della diga della Lavagnina di farsi carico delle spese per costruire un ponte Bailey a Lerma nel 2027, quando il viadotto sul Piota lungo la strada 170 resterà chiuso per mesi per via del lavori di sistemazione in fase di appalto da parte della Provincia.