Il Comitato in Difesa di Gorzente e Piota esprime profonda preoccupazione e rammarico nel constatare che il documento elaborato a seguito dell’incontro del 22 giugno, presso la sede delle Aree protette dell’Appennino Piemontese di Bosio, a oggi, non sia stato sottoscritto da alcuna amministrazione comunale. Si tratta di un fatto grave e politicamente inspiegabile. All’incontro, al quale erano state invitate tutte le amministrazioni del territorio, hanno partecipato soltanto il sindaco di Lerma e un consigliere comunale di Casaleggio Boiro. Già questa scarsa partecipazione rappresentava un segnale preoccupante di disinteresse verso una vicenda che coinvolge direttamente cittadini, imprese e l’intero comprensorio.
Ancora più grave è che, nonostante il confronto e gli obiettivi condivisi, nessuna Amministrazione comunale abbia ritenuto di sottoscrivere il documento unitario, rinunciando così a un segnale di coesione istituzionale.
Il documento non conteneva richieste irragionevoli né prese di posizione ideologiche. Formulava semplicemente due proposte di assoluto buon senso, entrambe orientate alla tutela del territorio e alla collaborazione tra enti.
1. Garantire la continuità della viabilità
Un impegno concreto di IREN–IRETI affinché vengano attuate tutte le azioni necessarie a mantenere funzionale il collegamento tra i Comuni del territorio durante i lavori di messa in sicurezza del ponte di Lerma sul torrente Piota, evitando la sua chiusura e il conseguente isolamento del comprensorio. L’intervento dovrà essere realizzato con urgenza, valutando anche soluzioni temporanee, come la posa di un ponte Bailey.
2. Un documento condiviso per il rilancio del territorio
L’avvio della redazione di un documento unitario tra i Comuni, esattamente ciò che Provincia e Regione hanno più volte sollecitato negli ultimi mesi, per definire gli interventi compensativi necessari e pianificare azioni di rilancio ambientale e turistico.
Solo questo. Nulla di più e nulla di meno.

Di fronte a queste richieste sarebbe stato naturale attendersi una risposta condivisa e un segnale di compattezza istituzionale.
Invece ha prevalso il silenzio: un silenzio che equivale a una rinuncia a rappresentare il territorio. Come Comitato abbiamo sempre svolto un ruolo di raccordo tra realtà diverse, con spirito costruttivo e senso civico, unendo le forze in una critica capace di ottenere risultati concreti.
Abbiamo dimostrato che la collaborazione è possibile anche al di là delle differenze amministrative, mettendo da parte rivalità locali e logiche di appartenenza, nell’interesse esclusivo della comunità.
È difficile comprendere come si possa continuare a mantenere questa diffidenza, rinunciando a presentarsi uniti quando si presenta l’occasione di avanzare richieste condivise. Ancora più difficile è spiegare ai cittadini perché le loro Amministrazioni non abbiano ritenuto opportuno sostenere un documento che chiedeva esclusivamente interventi concreti a tutela della viabilità e del futuro dei torrenti.
Siamo perfettamente consapevoli che i problemi legati ai lavori sul Piota derivino da responsabilità istituzionali di Comuni e Unione che si trascinano da tempo e che avrebbero già dovuto trovare soluzione.
Tuttavia, il Comitato ha sempre scelto la strada del pragmatismo: risolvere i problemi, non
alimentare le divisioni. Per questo riteniamo che IREN debba cogliere questa occasione per dimostrare concretamente la vicinanza al territorio, più volte proclamata con lo slogan “IREN c’è”.

Se quelle parole vogliono avere un significato, questo è il momento di tradurle in fatti.
L’intervento sulla viabilità rappresenterebbe soltanto il primo, necessario passo per compensare i danni economici, ambientali, turistici e sociali che il territorio continua a subire.
Attendiamo inoltre il cronoprogramma, promesso entro la fine del mese di luglio, relativo ai restanti interventi di ripristino dell’alveo richiesti dal Comitato nei mesi scorsi.
Se è vero che in questi due anni la natura ha compiuto un importante lavoro di recupero,
consentendo ai torrenti di avvicinarsi gradualmente alle condizioni precedenti agli eventi che li hanno interessati, è altrettanto vero che tale processo necessita ancora di un sostegno concreto.
Come previsto, numerosi tratti presentano oggi fondali fortemente ridotti a causa delle sabbie depositate e smosse dagli interventi effettuati.
Una situazione aggravata dalla persistente siccità, che sta già determinando la formazione di pozze stagnanti ricche di alghe, con evidenti conseguenze ambientali e paesaggistiche. Particolare apprensione desta inoltre la diga di compensazione della Cravaria, ancora colma dei fanghi derivanti dal primo e dal secondo svasamento, che grava come una vera e propria spada di Damocle sui tratti del torrente a valle e rappresenta una priorità assoluta per la bonifica.
Il Comitato ritiene altresì doveroso esprimere un sincero e convinto ringraziamento all’APAP e, in particolare, al suo Presidente Paolo Caviglia e al Vicepresidente Gianni Repetto, per l’impegno e la collaborazione dimostrati.
Il Comitato in Difesa di Gorzente e Piota continuerà a fare la propria parte con determinazione e spirito costruttivo, senza arretrare di un passo.
Ci auguriamo che anche le Amministrazioni decidano finalmente di fare la loro parte, assumendosi davanti ai cittadini la responsabilità delle proprie scelte. Perché oggi non è più il tempo delle attese, delle ambiguità e dei silenzi. È il tempo di decidere da quale parte stare: dalla parte del territorio oppure dall’altra.
Comitato in Difesa di Gorzente e Piota








