Per celebrare gli 80 anni della Liberazione a Novi Ligure, nel centro culturale Capurro, presso la biblioteca civica, giovedì 24 aprile, alle 21, andrà in scena “La Benedicta, sinfonia di un sacrificio”, spettacolo teatrale scritto da Gianni Repetto, che si sviluppa in tre episodi, frutto di memoria storica, raccontati in parallelo e ambientati a Capanne di Marcarolo (Bosio). Episodi che scandiscono le vicissitudini e le angosce di partigiani, renitenti, reduci, donne e uomini del luogo nell’approssimarsi sempre più incalzante del rastrellamento nazifascista della settimana santa del 1944.

“Fu quello – racconta l’autore di Lerma – uno dei più feroci rastrellamenti nazifascisti sul nostro Appennino: 98 giovani, catturati alla Benedicta e nelle immediate vicinanze, vennero fucilati a gruppi di cinque da un plotone di esecuzione composto di bersaglieri italiani della Repubblica di Salò; nella notte tra il 7 e l’8 aprile trenta partigiani garibaldini vennero catturati sul monte delle Figne e tradotti a Voltaggio per essere giudicati da un tribunale di guerra; altri quattordici furono trucidati a Passo Mezzano e sette a Isoverde; l’8 aprile ne vennero fucilati tredici a Villa Bagnara a Masone e otto a Voltaggio, tra cui Emilio Casalini, comandante del V distaccamento garibaldino di stanza alla Cascina Grilla, sulla Colma (è l’autore del testo della canzone partigiana “Siamo i ribelli”, scritta e musicata proprio alla Grilla); infine, l’11 aprile, ancora a Voltaggio, vennero giustiziati otto appartenenti alla Brigata “Alessandria”.  Ma oltre ai trucidati – aggiunge -, cui si aggiunsero successivamente, un mese dopo l’eccidio, il 19 maggio del 1944, diciassette partigiani fucilati insieme ad altri quarantadue prigionieri politici al passo del Turchino, ci fu un numero considerevole di deportati (207 secondo Manganelli-Mantelli) nel campo di concentramento di Mauthausen, di cui soltanto circa una trentina fecero ritorno alle loro case”.

Lo spettacolo racconta tre episodi legati all’eccidio. Nel primo, intitolato “La tana del lupo”, si narrano le vicissitudini della Brigata Autonoma del Roverno che, alla notizia del rastrellamento, salì alla Benedicta per unirsi con i partigiani della III Brigata Garibaldi “Liguria”, ma che lì non trovò nessuno e cercò allora di sfondare l’accerchiamento a gruppi sparsi, uno dei quali si rifugiò nella cosiddetta “Tana del lupo”; ma fu scoperto, perché un cane che un partigiano aveva portato con sé abbaiò, e i partigiani catturati furono condotti alla Benedicta e fucilati il giorno dopo insieme ad altri già rastrellati.

Nel secondo, “Anna e i suoi fratelli”, la storia di Anna e di Giovanni Ponte della cascina Puraza di Capanne di Marcarolo: lui reduce dalla Russia, in convalescenza per malattia, temendo di essere comunque rastrellato cercò di raggiungere la Costa Lavezzara, ma venne intercettato dal fuoco repubblichino e andò a morire dissanguato su quel crinale; lei arrestata assieme agli altri due fratelli, Stefano e Angelo, e portata alla Casa dello Studente a Genova, dove stette cinque giorni, e poi a Marassi per cinquantanove giorni. Nel terzo, “Siamo i ribelli”, la storia del distaccamento partigiano della Grilla e di come nacque proprio lì la canzone “Siamo i ribelli”, testo di “Cini” (Emilio Casalini) e musica di “Lanfranco” (Angelo Rossi), e di come “Cini” fu catturato a Passo Mezzano durante il rastrellamento e fucilato poi a Voltaggio l’8 aprile.

Mescolate alle storie, tutte le canzoni partigiane più famose a partire da “Fischia il vento” e “Siamo i ribelli della montagna” fino alla chiusura con “Bella Ciao”.

Gli attori sono Silvana Vigevani, Roberto Pochettini e Gianni Repetto. Le musiche sono affidate a Paolo Murchio (chitarra e canto), Giuseppe Repetto (clarinetto), Niccolò Tambussa (fisarmonica e canto). Rumori di scena ed effetti sonori di Tomaso Marchelli.