La recinzione da 10 milioni di euro che doveva fermare la Peste suina, devastata dai cinghiali, “ha dato risultati positivi”. Lo ha detto Riccardo Molinari, deputato della Lega, lunedì ad Alessandria, durante il Consiglio provinciale aperto dedicato alla Psa, richiesto dalla minoranza di centrosinistra. Avviata nel 2022 nell’Acquese, conclusa oltre un anno dopo in Val Borbera, la barriera non ha evitato l’arrivo del virus in Emilia Romagna e Lombardia oltre che nel Novarese. Invece, ha evidenziato Molinari, “ha impedito la diffusione della Psa verso ovest”, ricordando però il suo scetticismo iniziale sul progetto, “richiesto dalla Commissione europea”. Il primo tratto è stato infatti costruito da località Abasse, nel territorio di Ponzone, verso Acqui Terme.

Riccardo Molinari

A gennaio l’attuale commissario per l’emergenza Psa, Giovanni Filippini, e il presidente della Regione, Alberto Cirio, avevano lasciato intendere, invece, che la recinzione si era rivelata inutile e che quindi poteva essere smantellata. Nelle settimane scorse, il contrordine: la Regione, rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale di opposizione, Domenico Ravetti, aveva detto invece che la barriera deve essere mantenuta. Lunedì è arrivata la conferma da Molinari, uomo di punta della maggioranza di governo: “Speriamo che arrivino anche fondi statali ed europei, oltre a quelli della Regione“. Un dubbio da Daniela Ferrando, presidente di Cia Alessandria: vista la diffusione attuale del virus, il tracciato della rete è ancora attuale?