La sede di Bosio delle Aree protette

La giunta della Regione dovrà spiegare la decisione, annunciata dall’assessore Marco Gallo, di riaprire il bando per la presidenza delle Aree protette dell’Appennino Piemontese. Il consigliere regionale Domenico Ravetti (Pd) ha infatti presentato un’interrogazione urgente sull’argomento:È palese la volontà della destra di passare sopra la testa dei sindaci del territorio, che si erano espressi all’unanimità, indicando un solo nominativo, come risulta dal verbale dell’incontro svoltosi a Bosio il 16 giugno: un’unanimità che l’assessore Marco Gallo dice di non esserci stata”. Gallo ritiene non valida la seduta della Comunità delle Aree protette del 16 giugno, quando venne eletto Gianni Repetto, poiché non sarebbero stati presenti gli assessori regionali e ha basato la sua decisione di riaprire il bando con la presunta mancanza di unanimità tra i sindaci nella precedente seduta del 27 maggio a Torino, quando in realtà gli amministratori non votarono per nessuno poiché la Regione tirò fuori dal cilindro altri 4 nomi di candidati alla presidenza che nessuno conosceva. Fu proprio l’assessore Gallo a dirsi disponibile a un nuovo incontro per far valutare ai sindaci i 5 candidati noti e gli ulteriori 4, poi rimasti ignoti.

“Eppure – aggiunge Ravetti – la procedura seguita ha portato i sindaci ad avere un candidato comune, garantendo così quella “rappresentatività territoriale” che, unita alla competenza, è requisito richiesto dalla legge 19/2009. Evidentemente non basta fare incetta di tutte le nomine possibili e immaginabili. Forse quando qualche persona non è gradita, allora si annullano i bandi e si ricomincia da capo? Un comportamento che sconcerta ancor di più, poiché a metterlo in atto è un assessore che è stato sindaco di un piccolo comune. Mi auguro che Enrico Bussalino, collega di Giunta dell’assessore Gallo, e nostro conterraneo, sappia reagire nel senso auspicato dai sindaci“.