La Regione procede con il suo “piano” per non nominare Gianni Repetto alla guida delle Aree protette dell’Appennino Piemontese e riapre i termini per il bando per la scelta del presidente. Come è noto, l’ex presidente del Parco Capanne di Marcarolo era stato scelto dai sindaci dei Comuni facenti parte dell’ente di Bosio il 16 giugno, all’unanimità, dopo due votazioni nelle quali ha prevalso Repetto contro Marco Moro. Alla fine, tutti sono stati concordi nell’indicare proprio Repetto, anche i sindaci della Val Borbera, sostenitori di Moro.
Eppure, nonostante la legge regionale preveda che in questo caso il presidente della Regione, Alberto Cirio, prenda atto e nomini la persona indicata, la giunta regionale sostiene che non è stata raggiunta l’intesa tra sindaci e Regione e che quindi il bando aperto a ottobre 2024 e chiuso a dicembre, sarà riaperto fino al 25 agosto.
Una vicenda costellata di vari aspetti poco chiari, a cominciare dai 4 candidati spuntati a Torino il 27 maggio, durante una prima riunione dei sindaci convocati dalla Regione, proprio per scegliere il presidente. Oltre ai 5 nomi già noti, in quell’occasione gli assessori regionali annunciarono che in totale i candidati erano 9 mai i 4 ignoti tali sono rimasti: la Regione non ha mai rivelato chi fossero.
Dopo la riunione del 16 giugno a Bosio, la Cirio & C, invece di procedere con la nomina, tergiversano per settimane, sostenendo che era in corso una valutazione politica e tecnica sul nome di Gianni Repetto.
Poi la delibera della giunta regionale che proroga il commissario Danilo Repetto, in carica da gennaio, per un massimo di altri 5 mesi, “per la mancata intesa sul nome”.
Nuova versione nella risposta a un’interrogazione delle opposizioni in Consiglio regionale: la Regione dà atto dell’indicazione di Repetto, senza più dire che non c’è stata intesa, ma sostiene che la comunicazione della delibera da parte delle Aree protette sarebbe avvenuta il 23 giugno, oltre i termini di legge.
Infine, pochi giorni fa è stato pubblicato l’avviso con cui il presidente Cirio ha riaperto i termini: è di nuovo motivato sulla mancata intesa sul nome del presidente. In questo caso, secondo la normativa regionale, Cirio avrebbe dovuto nominare un nome di suo gradimento. Perché non lo ha fatto?
Le candidature già presentate restano valide. Ora si vedrà se i sindaci resteranno unanimi sul nome di Repetto o meno. Salvo eventuali ricorsi.








