Una manifestazione contro l'eolico sul monte Chiappo

I versanti appenninici scelti dalla 15 Più Energia di Brescia, a oggi, possono ospitare il maxi impianto eolico da 20 torri. Lo sostiene, in sostanza, l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere regionale Pasquale Coluccio (5stelle) sul contestato progetto. Il quesito riguardava le aree idonee a ospitare impianti alimentati dal energia rinnovabile: l’esponente della minoranza aveva chiesto alla Giunta Cirio di “scegliere aree idonee, magari già urbanizzate, per lo sviluppo delle energie rinnovabili, e non luoghi di straordinaria bellezza naturale e biodiversità, come il crinale che dal monte Giarolo arriva al monte Chiappo“. “Una scelta infelice quella della Società 15 Più Energia Srl – sostiene Coluccio -, che ha depositato un’istanza al Ministero dell’Ambiente per collocare nei Comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure e Fabbrica Curone, a ridosso di crinali montani ad una quota media di 1.400 metri, venti aerogeneratori alti 209 metri, sconvolgendo la viabilità di un’intera valle. Si andrebbe infatti a realizzare sui crinali una strada di collegamento lunga 23 chilometri e larga 6 metri, distruggendo una rete di sentieri realizzata con forti investimenti pubblici e frequentata da un gran numero di persone.

L’assessore regionale Matteo Marnati

Una scelta che – com’è stato più volte denunciato dai Comuni stessi, dalla cittadinanza e dalle associazioni ambientaliste – danneggia il turismo, l’agricoltura locale e la qualità della vita degli abitanti“. Marnati, nella sua risposta, ricorda che l’area individuata dalla 15 Più energia di Brescia “non pare interessata dalla presenza di aree inidonee ai sensi del Piano energetico regionale ambientale approvato nel 2022“. Al contempo, ricorda l’esponente della Lega, l’area rientra nell’Ambito 1 di sviluppo dell’eolico indicate dallo stesso Piano “per le condizioni di ventosità superiori al minimo tecnico secondo l’Atlante eolico italiano”. Poi però l’assessore sostiene che le aree inserite nell’Ambito 1 sono prive dei principali vincoli che ostacolano l’eolico, come la presenza di Zone di protezione speciale e altri vincoli paesaggistici, che in realtà sono entrambi presenti tra il Giarolo e il Chiappo. L’assessore chiude ricordando che però le aree idonee saranno individuate con la legge regionale in corso di redazione. Coluccio conclude: “Entro il 2 gennaio 2025 le Regioni dovranno individuare con una legge sia le aree idonee sia quelle non idonee per l’installazione degli impianti Fer, tra i quali rientrano l’eolico e il fotovoltaico. L’ho ribadito anche in Commissione: il nostro auspicio è che l’orientamento sia quello di rispettare e proteggere il nostro straordinario patrimonio naturale e culturale”.

IL NUOVO APPELLO DEL COMITATO PER IL TERRITORIO DELLE 4 PROVINCE:

Intanto, il Comitato per il territorio delle 4 Province ribadisce il suo appello alla trasparenza rivolto alla Regione proprio in vista della redazione della legge sulle aree idonee: “È ormai scaduto il termine del 1 ottobre (così prorogato dal ministero dell’ambiente), data entro la quale era ancora possibile produrre osservazioni al progetto di impianto eolico industriale monte GiaroloContinua l’attesa per conoscere i successivi sviluppi di questo procedimento di valutazione ambientale, e resta forte il timore di un esito che sconfessi le tante osservazioni e i tanti pareri negativi espressi dalle istituzioni locali, da varie realtà associative e da singoli cittadini, in primis per gli impatti dell’opera sul fragile e prezioso ambiente dei crinali appenninici, tali da vanificare ogni progetto di sviluppo sostenibile del territorio. Aa fine settembre, con una lettera aperta sottoscritta da 17 tra associazioni e pro loco del territorio, ci siamo rivolti ai competenti assessori ed a tutti i consiglieri della Regione Piemonte, chiedendo loro un incontro pubblico in zona nel più breve tempo possibile per informare direttamente i cittadini “sui criteri ispiratori, il metodo e la tempistica previsti per l’elaborazione, la discussione e l’approvazione della legge regionale“. Quanto alla vicenda che più direttamente ci occupa, autorevoli esponenti istituzionali – a vari livelli, anche regionali, e con motivazioni collimanti in gran parte con le nostre – più volte, sui media e in occasione di incontri pubblici, hanno espresso la loro netta contrarietà all’impianto eolico proposto per il monte Giarolo.

Il monte Ebro

Ci aspettiamo quindi che siano coerenti e consequenziali, decretando sia per l’area coinvolta dal progetto sia per tutte quelle che presentano simili caratteristiche di valore ambientale e storico-culturale, la non idoneità all’installazione di opere industriali di qualsiasi dimensione, orientando le scelte per il necessario sviluppo delle energie rinnovabili (che auspichiamo possano essere della massima efficacia) sulle aree già artificializzate ovvero sulle enormi superfici di capannoni, parcheggi, cave dismesse, autostrade ecc., anche avviando una politica coraggiosa di ricerca e sperimentazione delle più innovative soluzioni tecnologiche oggi già disponibili.

La nostra lettera aperta non ha ancora ricevuto rispostaDall’ufficio stampa dell’ente regionale apprendiamo che, sul tema della legge “aree idonee”, lo scorso giovedì 26 ottobre l’assessore all’ambiente ha riferito alla terza commissione, informando i consiglieri che il 28 ottobre avrà luogo un incontro “con tutte le associazioni di categoria e di comuni, occasione in cui la Giunta prenderà atto della loro proposte in merito alla futura legge regionale”. Ignoriamo quali siano i portatori di interessi che hanno ricevuto l’invito a parteciparvi. Per noi rimane valida la richiesta di incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, da svolgere sul territorio delle valli Curone e Borbera, incentrato prioritariamente sul tema dell’impianto eolico del Giarolo.