Capanne di Marcarolo

Parlamentari e amministratori regionali vengano sul territorio a rispondere della nuova legge sulla montagna. Lo chiede il documento approvato all’unanimità dal Consiglio dell’Unione montana Dal Tobbio al Colma, proposto dall’opposizione. Sul territorio alessandrino i Comuni montani, in base ai criteri indicati dalla legge firmata dal ministro leghista Roberto Calderoli, passeranno da 49 a 15, escludendo del tutto, il territorio ovadese e lasciando solo Ponzone nell’Acquese, 4 Comuni in Val Curone, cioè Dernice, Fabbrica Curone, Montacuto e Gremiasco, 3 in Val Lemme (Bosio, Voltaggio e Fraconalto) e 7 in Val Albera Ligure: Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Carrega Ligure, Mongiardino Ligure, Roccaforte Ligure e Rocchetta Ligure.

In questa situazione, le scuole di paesi come Mornese, Carrosio, Molare, Vignole e Borghetto, per esempio, saranno a rischio e continueranno a ricevere dallo Stato il Fondo per la montagna realtà come Cortina d’Ampezzo e Varazze, che non soffrono della carenza di servizi dell’Appennino.

Non solo: tutte le Unioni montane alessandrine hanno approvato una delibera di giunta con la quale si propone al ministero una sospensione di trenta giorni dell’iter per avviare un confronto sulla definizione finale dei criteri affinché si tenga conto delle condizioni di marginalità del territorio.

A fine dicembre il confronto tra le Regione e il ministro Calderoli è stato rinviato al 7 gennaio, decisione da più parti considerata una retromarcia da parte del governo.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio prevede che l’incontro con i parlamentari e la Regione venga convocato entro il 31 gennaio “allo scopo di garantire tempestività ed efficacia all’azione istituzionale e di informazione nei confronti della popolazione locale”.