A suo discapito c’è che fu tra i fondatori dei Fasci di combattimento nel 1919 e, durante il Ventennio, fu uomo di punta del regime, dal quale si allontanò solo al momento della fondazione della Repubblica di Salò, nell’autunno del 1943. Pietro Bolzon, nato a Genova nel 1883 e morto a Roma nel 1945, fu però anche un artista che visse e amò Gavi, tanto da essere tumulato nel cimitero del paese. In questa sua veste verrà ricordato sabato 6 settembre, alle 17,30, in municipio, in occasione della presentazione del libro “Lettere Siciliane da Pì a Nì”, opera di Gabriella Portalone pubblicata dalla Fondazione “Leonardo Sciascia” di Racalmuto (Agrigento). In 240 pagine si racconta il personaggio partendo dalla corrispondenza con la moglie Ninì, alla quale Bolzon scrisse durante un viaggio in Sicilia nel luglio del 1922.

All’evento del 6 settembre, presentato dall’assessore Francesca Regoli, prenderanno parte l’autrice del libro oltre a Maria Romano, Giampiero Fontana e l’avvocato Piet Jan Schutzman. Gli attori della compagnia I Mancini del Quarto leggeranno alcune delle lettere scritte da Bolzon alla moglie mentre Gianni Torchia dell’associazione Amici dell’Arte porterà alla scoperta delle opere pittoriche dell’artista. I quadri verranno anche proiettati durante la presentazione.
Bolzon ricoprì incarichi importanti: senatore, sottosegretario alle colonie tra il 1926 e membro del Consiglio di stato. Il libro sottolinea, come spiega Torchia, “l’intensa vita di Bolzon dal punto di vista intellettuale, artistico e politico sia in Italia che all’estero. A Gavi ha realizzato importanti e significative opere artistiche. Fu anche un fine giornalista e bravo letterato”.








