Il ponte sul Po a Bressana Bottarone
Saranno pesantissimi, questa estate, i disagi per i pendolari che si spostano quotidianamente sui treni che collegano Novi Ligure e Milano.
Martedì in Consiglio regionale ho interrogato la Giunta Cirio per sapere quali iniziative abbia assunto, assieme ad RFI, Trenitalia, Trenord e Regione Lombardia, per garantire agli utenti un servizio sostitutivo adeguato per far fronte ai disagi creati dal cantiere per i lavori al Ponte di Bressana Bottarone. Le risposte, purtroppo, non sono state convincenti.
La Giunta ha illustrato le tre fasi del cantiere, dal 3 giugno al 30 settembre 2026, con circolazione a binario unico e bus sostitutivi tra Novi Ligure e Tortona nella prima e terza fase, e interruzione totale tra Voghera e Pavia, con bus ogni 15 minuti, nella seconda.
Per come vengono prospettate, le misure messe in campo rischiano di essere largamente insufficienti sotto ogni punto di vista, tra capienze ridotte, frequenza di passaggio dei mezzi insufficiente, dubbi sulla puntualità e coincidenze a rischio.
Le soluzioni per limitare i disagi ci sono, ma vanno attuate con urgenza, a partire dal potenziamento della linea Novi Ligure-Alessandria-Mortara-Milano Romolo, collegata alla metro 2 milanese, e dalla verifica – con gli altri enti interessati – della possibilità di estendere fino a Novi Ligure i treni 10026 del mattino e 10065 della sera, oggi attestati su Alessandria. Inoltre, ribadiamo ancora una volta la necessità di imbastire misure compensative straordinarie e automatiche per gli abbonati, con rimborsi, scontistiche, voucher o riduzioni tariffarie da attivare subito.
Se oggi le risposte sono ancora insufficienti, la responsabilità è di chi non ha saputo pianificare per tempo soluzioni adeguate per chi, ogni giorno, si sposta tra Novi e Milano. A maggior ragione perché dei lavori al ponte di Bressana Bottarone si parla da mesi, non dall’altro ieri. I cantieri infrastrutturali sono necessari, lo comprendiamo, ma non possono diventare l’alibi per scaricare sui pendolari i costi sociali, economici e organizzativi delle interruzioni.Pasquale Coluccio, consigliere regionale M5S Piemonte