(foto da Facebook)

Il mercato settimanale di Gavi non è più quello di un tempo e una foto postata su Facebook ieri, domenica 15 marzo, ritrae pochi banchi in mezzo una piazza vuota, complice anche la pioggia. La qualità dei prodotti, come viene sottolineato da più parti, nel tempo è scesa e molti storici ambulanti hanno lasciato spazio soprattutto alle merci cinesi. A complicare la situazione della gestione del mercato c’è anche l’assenza dei vigili la domenica: spesso le bancarelle si ritrovano gli spazi occupati alle auto in divieto di sosta senza che nessuno le faccia spostare.

Su Facebook la foto desolante del mercato in piazza Dante è stata commentata da molti. C’è stato anche chi ha ricordato il successo che ottiene invece il Mercato contadino organizzato dalla pro loco, da Legambiente e dal Comune una volta al mese: prodotti locali e di qualità e grandi apprezzamenti.

Cosa ha intenzione di fare l’amministrazione comunale? “Una volta al mese – commenta l’assessore Francesca Regoli – facciamo il Mercato contadino che porta proprio le aziende agricole locali (e non i cinesi) ad avere bancarelle lungo via Mameli ma giustamente le stesse aziende non si attivano per venire ogni domenica perché alternano con altre zone della provincia anche per dare un giro al loro stesso commercio. In questo modo l’attesa del Mercato contadino per Gavi diventa più appetibile e non ripetitiva e deludente, e nella bella stagione può portare gente. Rispetto al mercato settimanale, gli ambulanti sono cinesi anche a Novi: oggi l’ambulante non è più quello di una volta. Il discorso è ben più ampio rispetto ad una semplice critica su Facebook. A parte il tempo che demotiva chiunque a passeggiare per le vie, mi chiedo perché i commercianti non si attivano per creare qualcosa: dove sta l’associazione esercenti? E’ sempre dall’alto che deve arrivare un’idea? Idee che poi, francamente, il più delle volte vengono pure boicottate”.

Altrove – aggiunge Regoli – i commercianti fanno molto di più di quello che si fa a Gavi. Rimbocchiamoci le maniche, cerchiamo un dialogo costruttivo e partecipe. Gavi di cose ne può fare molte, dobbiamo avere solo una visuale più ampia e tutti voglia di mettersi in gioco. Senza associazioni di categoria si può fare poco o nulla. Va bene il Comune come regia, ma il Comune da solo non basta”.

Il Mercato contadino può essere un punto di partenza: “In base a questa iniziativa si potrebbe aprire a qualcosa di nuovo e di diverso. Qualche idea che arrivi proprio dai commercianti, come una domenica dedicata agli assaggi, dove ci sono sconti o qualcosa di innovativo che porti gente a Gavi. Per esempio, la testa in cassetta presidio slow food, che mi chiedo quanto sia valorizzata. Se ci sono iniziative alternative la gente verrà a Gavi e di conseguenza anche il mercato potrà aumentare i banchetti“.

“Credo, ma è una mia opinione personale, – conclude l’assessore – che ci focalizziamo molto su eventi di grande portata come lo Street food, troppe volte in concomitanza con altre manifestazioni nello stesso periodo in zone limitrofe. Forse si potrebbe pensare a qualcosa di più piccolo ma continuativo, che trasformi Gavi in un’abitudine domenicale per fare una passeggiata“.