L'area ex Bodrato a Mornese

Il Tar del Piemonte ha dato torto alla Rinaldi, società che intende realizzare un impianto a biomasse nell’ex Bodrato a Mornese per produrre calore ed energia elettrica a servizio delle attività in programma nell’ex mobilificio. La Rinaldi aveva chiesto al tribunale di sospendere in via d’urgenza gli atti con i quali il Comune di Mornese aveva dichiarato non procedibile la procedura autorizzativa dell’impianto, motivata con la richiesta di sottoporre alla valutazione di incidenza il progetto, arrivata dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese per le potenziali conseguenze delle emissioni dell’impianto sull’habitat del Parco Capanne di Marcarolo.

L’ente di Bosio aveva chiesto una serie di chiarimenti alla Rinaldi, per esempio sulla provenienza delle biomasse, e la società aveva inviato uno studio di incidenza in corso di valutazione. Il Comune aveva intanto stabilito che la procedura autorizzativa avrebbe potuto essere “riattivata” soltanto in caso di esito positivo della valutazione di incidenza.

Atti che hanno prolungato per forza di cose i tempi dell’iter, mettendo a rischio, secondo la Rinaldi, gli incentivi del Gse per l’impianto a biomasse. Da qui il ricorso al Tar per ottenere misure cautelari nei confronti degli atti del Comune e delle Aree protette, insieme alla richiesta di risarcimento dei danni “patiti in conseguenza degli atti illegittimi impugnati”.

Il giudice amministrativo ha però respinto la domanda della Rinaldi in quanto “il pregiudizio lamentato ai fini della misura cautelare monocratica è di tipo economico, talchè all’eventuale danno ingiusto potrà farsi fronte con l’azione risarcitoria”.

La richiesta di sospendere gli atti verrà quindi trattata in camera di consiglio il 9 settembre.