(dal sito internet del Comune)

Il sindaco di Mornese, Simone Pestarino, è stato assolto dalla seconda sezione centrale d’appello della Corte dei conti dall’accusa di danno erariale per la vicenda del muro costruito in via Perusso. Stessa sorte anche l’ex segretario comunale Gian Franco Caviggia e l’ingegner Alberto Bodrato. Il primo cittadino, in particolare, in primo grado a Torino era stato condannato a pagare in totale 66500 euro al Comune per le irregolarità commesse, secondo i giudici contabili di primo grado, nell’assegnazione dell’incarico per la progettazione e dei lavori, legati all’alluvione del novembre 2019 ma eseguiti solo nell’estate successiva. La prima sentenza parlava di “totale ignoranza delle procedure amministrative” per quanto riguarda Pestarino, sottolineando come l’affidamento dei lavori fosse avvenuto “senza alcuna formalizzazione, nemmeno minimale”.

Simone Pestarino

La Corte d’Appello, pur sostenendo che i lavori erano necessari e non a vantaggio esclusivo di proprietari dei terreni a monte del muro, ha parlato anch’essa di “oggettive irregolarità della procedura” e di “profili di superficialità” ma ha assolto i tre sostenendo che non è provata la colpa grave.

Il gruppo di opposizione di Mornese esprime “solidarietà umana al sindaco Simone Pestarino. Essere chiamati a rispondere di scelte assunte durante una fase di emergenza drammatica per il nostro territorio – l’alluvione del 2019 – non è esperienza piacevole per nessun amministratore. Resta ferma la nostra convinzione che fare luce su irregolarità amministrative, anche quando coinvolgono persone con cui si condivide il territorio, sia un atto di responsabilità verso i cittadini, non un atto contro le persone”.
Detto questo, aggiungono i consiglieri, “sul piano politico le cose vanno chiamate con il loro nome. La sentenza d’Appello, pur assolvendo il sindaco e gli altri convenuti dall’addebito di colpa grave, non ha smentito le irregolarità procedurali riscontrate nella gestione dei lavori di somma urgenza di via Perusso: lo stesso collegio d’appello parla testualmente di “oggettive irregolarità della procedura” e di “indubbia superficialità delle condotte”. L’assoluzione è arrivata per ragioni giuridiche legate al contesto emergenziale e alla soglia di gravità della colpa richiesta dalla legge per la responsabilità erariale, non perché la procedura fosse stata gestita correttamente.

Roberto De Marco, capogruppo di opposizione

A questo si aggiunge, proprio in questi giorni, quanto emerso sulla gestione dell’Unione Montana Dal Tobbio al Colma, dove la nomina di due nuove assessore è stata dichiarata non valida per mancato rispetto della maggioranza qualificata prevista dallo Statuto (art. 14, comma 2) — una vicenda che, come segnalato pubblicamente dal consigliere Gloriano Alloisio insieme ai colleghi Roberto De Marco e Alessandro Figus, ha visto ignorati anche i riferimenti statutari relativi alla composizione della Giunta e ai termini di sostituzione degli assessori dimissionari“.

Il gruppo di minoranza parla di “due episodi diversi, due livelli istituzionali diversi, ma un denominatore comune: la difficoltà cronica nel rispettare le procedure amministrative più elementari, da parte di chi è chiamato a guidare gli enti del nostro territorio.
Non si tratta di accanimento, né di voler trasformare un giudizio assolutorio in una condanna che non è stata pronunciata. Si tratta di una constatazione politica, che ci sentiamo nel dovere di portare all’attenzione dei cittadini: un sindaco al suo terzo mandato, e un’Unione Montana che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento amministrativo per i piccoli Comuni, non possono permettersi superficialità di questo tipo nella gestione delle procedure pubbliche. I cittadini di Mornese e dei Comuni dell’Unione meritano un’amministrazione che non debba rincorrere gli errori procedurali, ma che li prevenga”.