Secondo gli ultimi documenti pubblicati dalla Provincia, per i lavori del Centro di documentazione della Benedicta, a Capanne di Marcarolo, nel Comune di Bosio, mancano all’appello 213mila euro. E’ la somma ancora da liquidare alle imprese che hanno eseguiti i lavori del secondo e terzo lotto, in particolare l’allestimento degli spazi interni, dove verrà attivato un auditorium multimediale. Non solo: chi si è recato al sacrario dei partigiani ha notato che all’interno del locale il pavimento è bagnato. Come conferma infatti il presidente dell’associazione Memoria della Benedicta, Daniele Borioli, ci sono infiltrazioni dalla copertura, sulla quale erano già stati eseguiti interventi per evitare questo problema in passato. Così, il cantiere avviato nel 2013 dalla Provincia con i fondi della Regione continua a costare sempre di più: sul sito della Regione la spesa stimata è indicata in 1,8 milioni di euro, a quanto pare non sufficienti poichè, come spiega ancora Borioli, parte dei soldi previsti per l’allestimento e per la produzione dei documentari storici da proiettare nell’auditorium sono stati spesi per risolvere problemi emersi durante i lavori. L’associazione ha chiesto un incontro alla Regione e alla Provincia per fare il punto della situazione: il timore è che la prossima primavera la conclusione dei lavori, prevista tra settembre e ottobre scorsi dopo vari rinvii, possa ancora slittare. Oltretutto, il Comune di Bosio ha ufficialmente invitato alla Benedicta il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione degli 80 anni della Liberazione. Si chiede, in sostanza, di evitare un nuova brutta figura dopo che quest’anni, con l’ottantesimo della strage della Benedicta, il centro di documentazione non era finito.

Domenico Ravetti, vicepresidente Consiglio regionale, commenta: “Le opere pubbliche che interessano i monumenti non sono una competenza del Comitato Resistenza e Costituzione, che presiedo, ma la “Benedicta” è stata teatro della più grande strage di partigiani perpetrata dai nazifascisti durante la Resistenza. Si deve definire un percorso chiaro per l’ultimazione dell’opera, l’allestimento e la gestione”.