Dentro Montaldeo c’è un edificio a rischio crollo che rischia di essere un ostacolo ulteriore alla viabilità alternativa prevista a partire dall’estate 2027 con la chiusura per 175 giorni del ponte sul Piota a Lerma. Il sindaco Marco Delorenzi lo ha ricordato giovedì a Lerma, nell’incontro tra gli amministratori locali e la Provincia, ente che ha avviato la gara per assegnare i lavori sul ponte. La prima fase, nella parte bassa del viadotto, partirà entro l’estate di quest’anno e non comporterà alcuna modifica al traffico lungo la strada 170 tra l’alto Ovadese e Ovada. Nella gara è compresa anche la progettazione del guado provvisorio e nell’incontro è stato deciso di un riaggiornamento a breve ma il problema restano i fondi necessari per la costruzione, non tutti disponibili dopo che il Comune e l’Unione montana Dal Tobbio al Colma hanno rifiutato di contribuire, e per la gestione, visti i rischi che comporta una struttura del genere in caso di piene.
L’alternativa per chi abita a Mornese, Casaleggio Boiro, Lerma e Bosio è il passaggio dentro Montaldeo, in una strettoia già adesso difficile da percorrere a doppio senso. Per questo si parla di installare semafori agli ingressi del paese per regolare il traffico ma c’è anche un’altra incognita. “Nel centro storico – dice il sindaco – si affaccia sulla via principale un edificio privato, transennato da tempo poiché a rischio crollo. Il Comune sta cercando di acquisirlo e poi demolirlo ma i tempi delle procedure non sono brevi. La Provincia giovedì a sollecitato una soluzione rapida della questione ma non è facile. I semafori di cui si parla sarebbero un problema, poiché creerebbero lunghe code. Ora attendiamo le ulteriori valutazioni visto che manca un anno alla chiusura del ponte di Lerma”.
Delorenzi ricorda che per le auto, scartando il transito dentro Montaldeo, un’alternativa sarebbe la strada tra Tramontata e San Cristoforo per poi arrivare a Castelletto d’Orba, impraticabile invece per i camion, che sarebbero costretti a passare da Gavi.








