La gestione dei rifiuti da parte della 5 Valli fa sempre discutere ad Arquata Scrivia. Di recente l’amministrazione comunale ha sottolineato la riduzione della Tari per il 2025 ma la raccolta lascia ancora a desiderare. La sezione locale del Pd e il gruppo di minoranza Noi per Arquata segnalano la situazione in via Cavour, dove c’è “un’isola ecologica nel mezzo della strada. Ogni famiglia porta i propri rifiuti, una soluzione funzionale e ordinata alla raccolta differenziata. Invece, come in molte altre zone del paese e delle frazioni, il sistema si rivela disordinato e inefficiente. Nel caso specifico la situazione è peggiorata ulteriormente con l’introduzione di alcuni cassonetti stradali, pensati per servire i condomini, ma che vengono purtroppo utilizzati anche da cittadini non residenti nella zona. Il risultato? Cassonetti che straripano, rifiuti abbandonati, degrado e senso di abbandono“.
Uno dei tanti casi del genere, secondo Pd e consiglieri comunali: “Sono sempre di più le segnalazioni da parte dei residenti, soprattutto dei condomini, che chiedono
semplici interventi, mirati e di buon senso. Eppure, nonostante i proclami del Sindaco, sia a mezzo stampa che in Consiglio Comunale, la situazione non sembra voler migliorare. Anzi”.
Inoltre, pochi giorni fa la 5 Valli ha ottenuto una nuova proroga dall’assemblea del Csr per l’attivazione della raccolta porta a porta nei 37 Comuni del suo ambito: avrà tempo fino a tutto il 2026. “Siamo nell’estate del 2025 – aggiungono il Pd e Noi per Arquata – e pare logico che per Arquata la concreta attuazione del sistema sia ancora parziale, confusa e poco comunicata.
Il nodo è questo: qual è esattamente il modello di raccolta dei rifiuti che Arquata sta adottando o dovrebbe adottare? Difficile da stabilire. Quali strumenti e soluzioni si mettono in campo per accompagnare davvero la transizione a un sistema più efficiente?
Limitarsi a invocare all’inciviltà, come spesso fa il Primo Cittadino, non basta. Anche perché se il sistema fosse chiaro, strutturato e realmente funzionante, i comportamenti scorretti sarebbero meno frequenti.
Se il porta a porta dovesse entrare a regime, come dovrebbe e come richiesto, i bidoni stradali destinati ai condomini andrebbero gestiti in modo differente, oppure eliminati, evitandone così un utilizzo improprio e impedendo abbandoni selvaggi.
Ma stranamente, – aggiungono – siamo rimasti indietro rispetto ad altri Comuni. E se dal
2016 ci troviamo sempre di fronte agli stessi problemi, è evidente che qualcosa non ha funzionato. Ci sono precise responsabilità politiche e amministrative che non possono continuare ad essere ignorate. E che anzi, qualcuno dovrebbe iniziare a riconoscere“








