Rocchetta Ligure. L’asilo chiude? Solo una provocazione

Con i conti comunali pignorati complicato pagare mensa e utenze. “Devono contribuire tutti i comuni”

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Scuola San Orione Rocchetta Ligure

Una nuova ingiunzione di pagamento per il saldo dei lavori di ristrutturazione dell’edificio scolastico di Rocchetta e si scatena la bagarre. La vicenda è nota, a seguito di un bando per il piano di edilizia scolastica, il Comune presentò nel marzo del 2014, un progetto che il Ministero finanziò con circa 430 mila euro, una cifra che avrebbe dovuto pressoché coprire l’intero preventivo. Ma secondo Giorgio Storace, il sindaco del paese in cui è ubicato l’istituto San Orione, non fu così.

Giorgio Storace, sindaco di Rocchetta Ligure

C’è un contenzioso tra l’impresa e il Comune di Rocchetta, quale ente capofila, perché non abbiamo versato il saldo dei lavori effettuati. Purtroppo il Ministero in corso d’opera ha tagliato una parte dei soldi.  Abbiamo fatto causa al Ministero, ma queste vicende vanno avanti anni. Ho informato i sei sindaci della situazione e ho detto che ognuno di noi avrebbe dovuto versare 6mila euro per pagare l’impresa. Su questa cosa andiamo avanti da due anni. Intanto l’impresa ha fatto il pignoramento dei conti del Comune, noi abbiamo versato 15mila euro e siamo riusciti a togliere il pignoramento. In primavera c’è stato un incontro tra l’impresa e i sindaci chiedendo di fare un piano di rientro. Sono trascorsi sei mesi, ho inviato non so quante pec ricordando gli impegni presi, nessuna risposta, finché è arrivato un nuovo pignoramento dei conti del Comune”.

Alla riunione di martedì hai detto che avresti chiuso l’asilo…

L’ho detto per provocazione, erano  presenti  anche il preside, il vicepreside  e le maestre, ho fatto presente che il Comune ha i conti pignorati, rischiamo che la mensa si debba chiudere, che le bollette non si possano pagare, i sindaci hanno detto che la scuola dell’obbligo non si può chiudere. E’ vero la primaria e la secondaria non si possono chiudere,  l’asilo però non è scuola dell’obbligo, quindi la prima a chiudere è l’asilo e la scuola dell’obbligo verrebbe modulata diversamente che vuol dire, non più la mensa, non più le attività di laboratorio, non più il tempo pieno, significa ritornare il sabato e i bambini a casa a pranzo tutti i giorni.

La vicenda è ingarbugliata, questo è evidente. I sindaci dicono è che il progetto è stato gestito interamente dal Comune di Rocchetta, e che non ha dato la possibilità agli altri Comuni di mettervi bocca.

I Comuni erano a conoscenza del progetto, perché non solo lo hanno approvato in una conferenza dei sindaci nel 2013, ma lo hanno anche pagato. Ho tutti i pagamenti effettuati per il progetto esecutivo, perché il bando per le Scuole Sicure ci dava la possibilità di ricevere il contributo solo se presentavi il progetto esecutivo cantierabile. Inoltre all’epoca il responsabile del procedimento era Pier Luigi Debenedetti, dirigente dell’allora Comunità montana a servizio di tutti i Comuni, quindi ogni sindaco poteva in ogni momento chiedere lo stato dell’arte del progetto.

I sindaci dicono che i soldi richiesti non erano stati messi a bilancio, quindi era impensabile che potessero tirare fuori questa somma.

Quando venne l’impresa a chiedere il piano di rientro tutti i comuni erano in fase di bilancio preventivo, quindi stava nella scelta politica di ogni amministrazione mettere i soldi per pagare il debito.

Ma se la situazione è così compromessa, perché Rocchetta non ha rinunciato a essere capofila, demandando il compito all’Unione?

Ho inviato una lettera a febbraio spiegando che non eravamo in grado di fare da capofila, ma la risposta che erano disposti a gestire la scuola è arrivata solo il 20 di agosto quando ormai era troppo tardi per qualsiasi passaggio.

Quello che lascia perplessi è che siete sette sindaci e sei dicono la stessa cosa, si sono messi d’accordo?

Certo, perché devono pagare.

Giorgio Torre

Diversa la versione del presidente dell’Unione Giorgio Torre che spiega: “Alla conferenza dei sindici noi abbiamo ribadito che insieme risolveremo la questione dei soldi, ma abbiamo chiesto a Storace di renderci partecipi con documenti chiari  che dimostrino dove vengono spesi questi soldi. Il mio Comune paga 7 mila euro per due bambini, se li mando in un collegio in Svizzera mi costa meno”

Ma Rocchetta le pezze giustificative ve le ha date…?

Ma no, non si capisce niente. Non c’è nessuna proposta, nessun Comune ha né delibere e neppure intenti di spesa. Resta il fatto che le spese per il funzionamento della scuola le abbiamo già anticipate tutti.

Storace ha detto che i soldi li ha chiesti in fase di bilancio preventivo, quindi avevate il tempo e metodo per inserirli.

Anche qui va fatta una precisazione: non sapevamo cosa prevedere, prima parlava di 20mila euro, poi sono diventati 60, poi non ricordo, ogni tanto la cifra variava, cosa dovevamo metter a bilancio?  Abbiamo chiesto chiarezza e alla penultima riunione si è palesato con un foglio che riportava che l’impresa chiede circa 42mila euro, ma ancora non sappiamo a cosa siano dovuti. Per l’ampliamento dell’asilo si parlava di 15mila euro, ma il resto da dove deriva? Questo progetto non è chiaro, credo sia legittimo chiedere spiegazioni. La verità è che vorremmo dei chiarimenti sulle modalità in cui è si sono svolte le procedure. E poi se doveva esserci un co-finanziamento dei comuni, magari avremmo voluto saperlo prima, non ci risulta che l’ abbia mai detto. Noi i servizi, ripeto, li stiamo pagando e continuiamo a pagarli. L’unica cosa chiara è che la scuola di ogni ordine e grado non chiuderà. Esiste un rimedio e lo si  dovrà trovare.

Anche il gruppo di minoranza di Rocchetta, in vista del Consiglio comunale, inoltra una richiesta: “In seguito  alle preoccupazioni di molti cittadini, i consiglieri del Gruppo di minoranza chiedono al Sindaco e alla Giunta informazioni precise e dettagliate sulla grave situazione debitoria riguardante la ristrutturazione dell’edificio scolastico finanziata dallo Stato. In particolare, chiediamo di conoscere l’entità dei finanziamenti statali, per quali opere siano stati utilizzati e a quali soggetti indirizzati e l’entità reale del debito nei confronti dell’impresa che ha eseguito i lavori.

Auspicando un rapido chiarimento della situazione, ancora una volta sottolineiamo che, vista la catastrofica situazione finanziaria in cui versa il nostro Comune, lo stesso non può continuare a svolgere il ruolo di capofila per la gestione della scuola, al fine di non compromettere un servizio essenziale per l’Alta Valle”.