Spostiamo le lancette: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, l’ora solare lascerà spazio all’ora legale. Il tradizionale cambio d’orario, che per convenzione avviene alle 2,00 di notte (le quali diventeranno le 3,00), ci farà “perdere” un’ora di sonno, ma in compenso ci regalerà serate con più luce naturale. Fortunatamente, la maggior parte dei dispositivi elettronici, come smartphone e computer, eseguirà l’aggiornamento automaticamente. L’ora legale resterà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre, quando torneremo all’ora solare. Se da un lato il passaggio è accolto con favore per la luce serale extra, dall’altro il dibattito sulla sua efficacia e sui suoi effetti non si placa. Alcuni studi suggeriscono che l’ora legale non sia solo inutile, ma possa persino avere effetti negativi sulla salute ma, anche su questo argomento ci sono opinioni contrastanti,
Storicamente, il provvedimento è stato più volte sospeso e reintrodotto nel corso del secolo scorso. La sua adozione definitiva in Italia risale al 1966, in un periodo in cui la necessità di sfruttare al massimo la luce solare per far fronte alla crisi energetica divenne cruciale. Infatti, la motivazione principale a sostegno dell’ora legale è proprio il risparmio energetico, ottenuto grazie alla riduzione dell’uso dell’illuminazione elettrica nelle ore serali.








