Solo due bus in partenza da Gavi: scontro tra il Cit e gli autisti.

Ridotte drasticamente le corriere nel piazzale della ex cava. Tornano i problemi legati all'assenza di un garage per i mezzi, mai realizzato nonostante l'accordo tra Comune e consorzio nel decennio scorso.

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Nel decennio scorso era tutto pronto per costruire il deposito delle corriere del Cit a Gavi. Nell’area alle spalle del centro commerciale il Forte, il Comune e il consorzio di trasporti dovevano realizzare un edificio utile a entrambi: al piano terra lo spazio per i bus, al piano superiore il magazzino comunale. Senza una spiegazione ufficiale l’amministrazione comunale ruppe l’accordo e, dopo la cessione del vecchio garage di via Roma, i bus del Cit sono rimasti senza ricovero. Un danno per la collettività, essendo il consorzio proprietà dei comuni della Val Lemme e della Valle Scrivia, visto che da quasi quindici anni le corriere restano notte e giorno nella ex cava all’ingresso del paese, in balìa del caldo e del freddo, della polvere e del fango, essendo l’area non asfaltata. Poi ci sono i ripetuti furti di gasolio, poiché i bus sono in balìa di chiunque durante la notte. I dipendenti non hanno un luogo dove cambiarsi né servizi igienici.

Una situazione più volte segnalata dagli autisti, che ora sta creando attriti con la nuova dirigenza del Cit, presieduto da Giuseppe Licata. Da qualche tempo l’azienda ha deciso di portare quasi tutte le corriere nel deposito di Novi Ligure, lasciandone a Gavi solo due. Un’altra parte da Tramontana (Parodi Ligure), l’altra da Arquata Scrivia. “La decisione – spiega Licata – si basa su una richiesta degli autisti di Gavi. La situazione è effettivamente precaria: l’ex cava è priva di asfalto, non è un luogo sicuro e necessita di interventi, almeno per la pavimentazione, come abbiamo già chiesto al Comune. Il trasferimento dei mezzi a Novi Ligure comporta un risparmio per la società ma si attendono gli orari invernali per avere riscontri più precisi”. Non la pensano così gli autisti, almeno quasi tutti: “Non abbiamo mai chiesto di spostare i mezzi altrove ma piuttosto di sistemare il piazzale e di avere dei servizi igienici”.

Fabio Poddighe, sindacalista della Cgil, dice: “La questione di Gavi è stata inserita nella procedura di raffreddamento in corso tra dipendenti e azienda, fase che precede lo stato di agitazione del personale in riferimento a questo e ad altri problemi. Ricordo che il Cit è nato a Gavi e che in Val Lemme i bus percorrono 300 mila km l’anno su 520 mila complessivi, con un bilancio in attivo, e che lo spostamento comporta tutt’altro che dei risparmi per l’azienda, visto che si fanno più km con i bus vuoti, quindi senza contributi pubblici. I mezzi – prosegue il sindacalista – andrebbero modernizzati con sistemi di condizionamento dell’aria per l’estate e di preriscaldamento per l’inverno”. Il Comune di Gavi sta cercando di far arrivare dal Terzo valico i fondi per sistemare il fondo della ex cava. Sulla vicenda il gruppo di minoranza di Voltaggio ha presentato un’interrogazione al sindaco Michele Bisio nella quale si chiede se i contributi dei comuni della Val Lemme non vadano a coprire disavanzi non imputabili alle corse effettuate nella stessa valle. In sostanza, i vallemmini pagherebbero debiti fatti da altri comuni soci del Cit.