A chi interessa acquistare il Parco avventura di Mongiardino Ligure, il bob estivo di Caldirola e il Golf di Momperone? La Comunità montana Terre del Giarolo deve essere liquidata al più presto, per questo intende cedere una serie di beni di sua proprietà. Fra questi, i tre impianti in questione. Il primo, realizzato con i fondi europei per i cosiddetti parchi tematici, è stato di fatto smantellato poiché ponti tibetani e altre strutture non erano regolari. Da allora è gestito dai Sahaja Yoga per le loro iniziative. Il Golf di Momperone, un impianto da 18 buche, è attivo ma continua ad avere grossi problemi nel pagamento dei canoni alla Terre del Giarolo. Il bob estivo è oggetto di un contenzioso con un privato ed è chiuso da anni. Opere che sono costate milioni di fondi pubblici. Maria Luisa Tabasso, commissario liquidatore della Comunità montana Terre del Giarolo, ha fatto pubblicare un avviso esplorativo per raccogliere le manifestazioni di interesse anche per il garage di Albera Ligure, il campeggio di Costa Vescovato e il museo della civiltà contadina di Lunassi, oltre a un serie di terreni.

Il Golf di Momperone

Nel decreto di approvazione dell’avviso per la manifestazione di interesse c’è scritto che il programma di dismissioni dei beni è motivato dall’urgenza di reperire fondi per fronteggiare le vertenze legali in corso o anche potenziali, come nel caso del Down Hill, che comprende il bob, e dei due rifugi montani di Fabbrica Curone, costruiti da anni e mai aperti al pubblico, che verranno inseriti nel secondo elenco di beni da alienare, in approvazione a breve. Il revisore dei conti dell’ente ha messo nero su bianco che la Terre del Giarolo deve essere liquidata al più presto, “in quanto, con il trascorrere degli anni, le entrate risultano sempre più ridotte e di difficile esazione tali da non consentire di coprire le spese”. Tabasso fa sapere che se non si farà avanti nessun acquirente, i beni passeranno automaticamente alle Unioni montane. La liquidazione della Terre del Giarolo non è ancora stata completata poiché i sindaci non vogliono accollarsi i beni fonte di debito o oggetto di contenziosi.