“E’ scandaloso che l’inchiesta non sia ancora conclusa“. Grazie al segretario provinciale del sindacato degli edili Fillea Cgil, Paolo Conte, si torna a parlare della morte di Salvatore Cucè, l’operaio calabrese deceduto a 33 anni nel febbraio del 2023 nel cantiere del Terzo valico, a Voltaggio, a causa della presenza di una sacca di gas in galleria non rilevata, secondo quanto emerso all’epoca. Proprio la notevole quantità di grisù tiene fermo lo scavo del tunnel appenninico da mesi così come le talpe meccaniche incastrate nelle rocce sul lato opposto, nella galleria scavata da Radimero (Arquata Scrivia). A Voltaggio, su 100 operai, 50 sono stati trasferiti in un cantiere di Brescia della Seli Overseas. Il sindacato alessandrino si dice preoccupato per la situazione del cantiere Val Lemme e in particolare per la sicurezza dei lavoratori. “A seguito dell’incontro avuto con l’azienda Seli Overseas, affidataria dei lavori di scavo delle gallerie nel cantiere Val Lemme- spiega Conte – abbiamo appreso che al momento l’azienda esclude l’ipotesi di un giacimento di gas nei tunnel a Voltaggio e che per avere risposte certe bisogna attendere ulteriori verifiche studi e accertamenti anche da parte di diverse università, tra le quali anche l’Università La Sapienza di Roma; tale incontro – continua Conte – è stato richiesto con urgenza da parte della Fillea Cgil a seguito delle dichiarazioni del Vice Ministro alle infrastrutture Edoardo Rixi, destando forti preoccupazioni in merito alla sicurezza dei lavoratori coinvolti nelle lavorazioni di quel cantiere”.

Rixi nelle settimane scorse aveva infatti parlato di un possibile giacimento che avrebbe potuto mettere a rischio l’opera. “Nonostante le rassicurazioni rispetto a miglioramento della ventilazione in galleria e alcuni fronti di scavo ancora fermi per precauzione – aggiunge il sindacalista – la questione sicurezza, per quanto ci riguarda, rimane aperta; i nostri timori rimangono, in quanto, quello di Voltaggio era e rimane un cantiere ad alto rischio dove la soglia di attenzione deve essere tenuta alta, sono ancora molti gli infortuni, alcuni anche gravi, che avvengono e non dobbiamo dimenticare che nel febbraio del 2023 in quella galleria ha perso la vita un ragazzo di 33 anni Salvatore Cuce’, ed è veramente scandaloso, a nostro giudizio, che l’inchiesta ad oggi non sia ancora conclusa“. Sono trascorsi quasi due anni dall’infortunio mortale, salito alla ribalta delle cronache nazionali ma poi finito nel dimenticatoio, nonostante la visita del sindaco di Roccabernarda, paese natale di Cucè, nel cantiere di Voltaggio, e altre iniziative. “In un paese dove ci sono 3 morti sul lavoro al giorno la sicurezza – conclude Conte – non può e non deve passare in secondo piano ed essere considerata un costo; serve limitare fortemente il sub appalto, più controlli lungo tutta la filiera delle costruzioni, il badge di cantiere e maggiore vigilanza sulla formazione dei lavoratori e la creazione di una procura nazionale sugli incidenti sul lavoro, per garantire tempi certi per chiudere le inchieste e fare giustizia”. La Fillea Cgil intende costituirsi parte civile una volta che sarà instaurato il procedimento per la morte di Cucè.








