Il monte Tobbio (foto Zano 1993)

Le due assessore dell’Unione montana Dal Tobbio al Colma indicate al posto dei dimissionari Domenico Merlo e Alberto Caminati nell’ultima seduta del Consiglio, a Silvano d’Orba, il 26 maggio, non sono mai “entrate in servizio”. E’ quanto emerge dal verbale della delibera, dove si legge che le due candidate, Sara Oltracqua e Ada Conti, entrambe di Mornese, “hanno riportato la maggioranza relativa dei consiglieri assegnati all’ente mentre lo statuto richiede all’art. 14 comma 2 la maggioranza assoluta. Dato atto dell’ora tarda e necessitando un approfondimento sulla procedura prevista dall’art. 14 comma 2 in caso di mancato raggiungimento della maggioranza qualificata, si rinvia la procedura di sostituzione degli assessori mancanti ad una successiva seduta del consiglio“.

Infatti, per Sara Oltracqua, proposta dal presidente dell’Unione, Giuseppe Coco, come sua vice, la votazione ha visto 1 voto contrario (Gloriano Alloisio), 5 astenuti (Aloisio, Pestarino, Repetto, Caminati, Oltracqua), mentre per Conti due contrari (Caminati e Gloriano Alloisio),
cinque astenuti (Tenconi, Repetto, Pestarino, Aloisio e Pellini). La maggioranza è stata relativa per entrambe.

Silvano, il municipio (da wikipedia)

Tutto da rifare, quindi. Alloisio, insieme al consiglieri Roberto De Marco (Mornese) e Alessandro Figus (Belforte), commentano: “A distanza di venti giorni, l’Unione Montana Dal Tobbio al Colma ha finalmente pubblicato la delibera relativa alla sostituzione degli assessori dimissionari della Giunta. Con grande stupore constatiamo che quanto avevamo segnalato in merito all’ineleggibilità della consigliera di Mornese era fondato: non solo mancavano i requisiti previsti dallo Statuto, ma la procedura seguita ha evidenziato ulteriori criticità, rendendo priva di valore l’elezione di entrambe le proposte presentate.
Sono stati ignorati i riferimenti statutari. L’articolo 17 dello Statuto stabilisce chiaramente che la Giunta è composta da un massimo di quattro membri, scelti tra gli amministratori in carica dei Comuni aderenti, e che tra essi deve figurare un assessore di un Comune montano con delega specifica. L’articolo 11, inoltre, disciplina le cause di ineleggibilità e
incompatibilità dei consiglieri, mentre l’articolo 12 impone la sostituzione entro dieci giorni
in caso di decadenza o dimissioni. Eppure, nulla di quanto previsto è stato rispettato nella
riunione consiliare: la stessa delibera recita testualmente che, “dato atto dell’ora tarda e
necessitando un approfondimento sulla procedura prevista dall’art. 14, comma 2”, la
surroga è stata rinviata. Peccato che nulla di tutto ciò sia stato rappresentato in modo chiaro al termine della votazione, mentre viene ora riportato nell’atto ufficiale. La nostra richiesta è chiara: alla luce di quanto emerso, riteniamo necessario un atto di responsabilità politica da parte del Presidente Coco e degli assessori in carica, fino alle dimissioni.
Il rispetto dello Statuto non è una formalità: è la condizione minima per garantire
credibilità, legalità e fiducia nelle istituzioni. L’Unione merita amministratori capaci di
rispettare le regole che essa stessa si è data”.