Ci vorrà almeno un anno per conoscere l’esito dello studio che valuterà la situazione ambientale del Gorzente a valle della diga della Lavagnina, a Casaleggio Boiro, e anche del Piota.
Le Aree Protette dell’Appennino Piemontese hanno acquistato due stazioni idrometriche da installare nei due corsi d’acqua vittime del disastro avvenuto tra il 2024 e il 2025 con l’ammasso di fango rilasciato dalla diga nel Comune di Casaleggio Boiro durante i lavori di manutenzione avviati da Iren Acqua, gestore dell’invaso. Vicenda che ha visto nel mirino di cittadini, associazioni e comitati proprio l’ente di Bosio, accusato di non aver vigilato in maniera adeguata sul cantiere.
L’installazione delle due stazioni idrometriche da parte della società di ingegneria Mountain-eering di Bolzano servirà a stabilire lo stato di conservazione della fauna ittica e a valutare il deflusso ecologico nei due corsi d’acqua.
Le due “sentinelle” raccoglieranno infatti per un anno vari dati idrologici utili a conoscere l’andamento delle portate per determinare a livello scientifico le conseguenze del disastro per poi stabilire cosa dovrà fare Iren per mitigare il danno subito dall’habitat del Gorzente e del Piota.
Un primo passo, ricordano dalle Aree protette, è già stato fatto con la contestazione a Iren dell’illecito amministrativo riguardante i lavori e con la notifica di un rapporto amministrativo per violazione delle prescrizioni della procedura di Valutazione di Incidenza.
Intanto, martedì ad Alessandria, nella sede della Provincia, si terrà un incontro richiesto dal Comitato Difesa Gorzente e Piota per per chiedere a Iren di avviare al più presto il piano di ripristino del Gorzente e del Piota per evitare la terza estate senza la possibilità di fare il bagno nei laghetti lungo il corso d’acqua, cancellati dal fango.








