L'Appennino tra Isola del Cantone e Voltaggio

C’è una frana sotto la futura strada di accesso alle torri eoliche del progetto “Isola del vento”. L’Associazione isolese ambientalista (Aia), nelle osservazioni inviate alla Regione Liguria a proposito dell’impianto proposto dalla Fera sul crinale di Pinceto, nel territorio di Isola del Cantone al confine con Voltaggio, evidenzia quanto riportato, per altro, nella relazione depositata dalla società che vuole installare 4 aerogeneratori da 18 MW di potenza totale, alti 180 metri, in aggiunta ai 4 già autorizzati sullo stesso crinale con il progetto Costa Popein, non ancora installati.

Anche il Comune di Isola del Cantone e altre associazioni hanno inviato osservazioni contrarie alla Regione, che nei mesi scorsi ha deciso di sottoporre il progetto alla valutazione di impatto ambientale (Via), richiedendo approfondimenti di carattere ambientale: nell’area appenninica passa, tra l’altro, la rotta migratoria dei volatili tra il Mediterraneo e il Nord Europa.

L’Aia, come anche il Comune, nelle osservazioni ha evidenziato le notevoli pendenze del versante interessato dal cantiere, dal 35% al 40%. La strada di accesso all’impianto prevista da Fera servirà per il transito, tra l’altro, una gru a 9 assi in grado di scaricare fino a 16,5 tonnellate ad assale. Inoltre, 60 autocarri-betoniere per trasportare sul crinale 500 metri cubi di calcestruzzo per ogni fondazione degli aerogeneratori. Trasporti eccezionali che transiteranno su una frana attiva indicata nella relazione geologica del progetto.

La procedura prevede, dopo l’acquisizione di tutte le osservazioni e le relazioni da parte della Regione Liguria, la convocazione della conferenza di servizi. L’iter dovrebbe chiudersi entro fine anno.

Sulla procedura pende il ricorso al Tar presentato dal Comune contro la Regione. Quest’ultima non ha tenuto conto del primo progetto già autorizzato e Fera avrebbe spacchettato in due un intervento in realtà unico, da 8 torri totale e con un impatto ambientale più pesante, allo scopo di evitare l’iter presso il ministero dell’Ambiente, più complicato rispetto a quello regionale.