Unione Montana dal Tobbio al Colma al palo. Gloriano Alloisio e Roberto De Marco, consiglieri di minoranza dell’ente che ha sede a Bosio, dicono: “A distanza ormai di tre mesi dalla sua contestata elezione per la presenza dell’assessore esterno Franco Ravera, la Giunta dell’Unione Montana non risulta si sia ancora formalmente insediata. Il sito ufficiale non riporta ancora nemmeno chi sia stato eletto Presidente né tantomeno la composizione della giunta e del nuovo consiglio.
Tre mesi trascorsi anche nel totale silenzio sulla richiesta di inconferibilità e incompatibilità
che, come minoranze, abbiamo posto per la nomina di Franco Ravera come assessore esterno”. La nomina di Ravera viene contestata poichè è anche presidente della Comuni riuniti Belforte Monferrato, ruolo che sarebbe incompatibile con incarichi nell’Unione e del Comune di Belforte Monferrato.
“Situazione – aggiungono Alloisio e De Marco – questa che sta determinando un imbarazzante stallo delle attività. Intanto il territorio va sottacqua per le copiose piogge e le frane non si contano. I servizi comunali restano al palo, salvo prevedere qualche intervento per un singolo Comune. I torrenti della zona subiscono gravi e preoccupanti danni ambientali ma dal Presidente dell’Unione nemmeno un cenno (non era nemmeno presente all’incontro pubblico del 18 ottobre sull’argomento)”.

Secondo i due consiglieri di minoranza, “il territorio avrebbe bisogno di interventi urgenti per garantire un forte rilancio delle attività commerciali e turistiche, attraverso una progettazione di un piano d’azione che si sviluppi nel tempo per esaltarne le qualità magari collaborando con professionisti competenti in vari ambiti, per analizzare il territorio nel suo contesto generale, definirne i punti di forza e trasformarne i punti di debolezza. Tutto questo permetterebbe di definire quali siano i fattori di attrattività del territorio tali da poter sviluppare un’offerta territoriale concreta e credibile per la rinascita dell’intero territorio”.
Altro argomento, la Cantina di Montagna di Lerma, “che potrebbe essere uno di questi fattori continua ad essere abbandonata, svuotata dalle attrezzature e invasa da ghiri e topi, nonostante vi sia da più di un anno una manifestazione di interesse da parte di un imprenditore”. Anche la struttura organizzativa dell’Unione, dicono, avrebbe bisogno di interventi di riorganizzazione/gestione delle attività, con un potenziamento dell’organico a cominciare dal servizio tecnico per farlo diventare di uso comune per tutti i Comuni, o da quello della Polizia Locale consentendo una piena integrazione del personale a disposizione nei singoli Comuni per realizzare un servizio centralizzato che garantisca un più incisivo controllo del territorio.
“Come minoranze – concludono – fin dalla prima riunione avevamo dato la disponibilità per dare il nostro contributo alla definizione di un piano strategico di azione, ma la risposta avuta era stata non è ancora il momento. Adesso abbiamo capito perché non era il momento non lo è nemmeno per loro. Per tutto questo avanzeremo formale richiesta di convocazione del Consiglio dell’Unione per discutere di quanto sta accadendo, perché pensiamo sia venuto il momento di dire alle cittadine e ai cittadini dei comuni che compongono l’Unione cosa si intende fare o come si vuole procedere per uscire da una empasse disastrosa determinata in primo luogo per coprire un atto che noi riteniamo illegittimo. Occorre una svolta che consenta di ricomporre una gestione dell’unione rispettosa delle norme e se possibile anche del ruolo delle minoranze”.








