“Ma l’Unione montana dal Tobbio al Colma è un ente del territorio o ente inutile?”. Questa è la domanda che si pongono i consiglieri di minoranza di tre Comuni facenti parte dell’Unione, Alessandro Figus di Belforte, Gloriano Alloisio di Lerma e Roberto De Marco di Mornese. Chiedono le dimissioni del Presidente Giuseppe Coco insieme all’azzeramento della giunta. Gli eventi di questi giorni portano a questa richiesta che ha radici lunghe. Vediamo il perché e come si arriva a questa richiesta:
• Nell’agosto 2024, il consiglio dell’Unione ha eletto Simone Pestarino come Presidente, insieme alla Giunta. I consiglieri di minoranza, il sindaco e i consiglieri di Bosio hanno scelto di non partecipare al voto, manifestando dissenso per la nomina di Franco Ravera come assessore esterno, considerata in evidente conflitto di interesse poiché Ravera è anche presidente della Comuni riuniti Belforte Monferrato S.r.l. Questa decisione è attualmente oggetto di ricorso presso il TAR Piemonte.
• Nel febbraio 2025, il Presidente Pestarino si è dimesso e successivamente è stato eletto Giuseppe Coco, sindaco di Silvano, Comune collinare. La Giunta è stata riconfermata, mantenendo la presenza dell’assessore esterno, la cui posizione resta di ineleggibile.
• Il 27 maggio il Comune di Castelletto d’Orba ha deliberato l’uscita dall’Unione, motivando la scelta con la mancata omogeneità territoriale, demografica ed economica tra i Comuni aderenti. Secondo la delibera, ciò impedirebbe una gestione efficiente, efficace ed economica dei servizi associati. A luglio, Castelletto d’Orba ha affidato a un avvocato l’incarico di avviare una procedura contro l’Unione per il mancato pagamento relativo all’impiego del vigile urbano.
• Nel mese di ottobre, il Comune di Mornese ha deciso autonomamente di gestire il trasporto scolastico, nonostante la funzione e i relativi contributi spettassero all’Unione. A seguire, il Comune di Lerma ha richiesto la convocazione di un consiglio dell’Unione per discutere la questione.

• La Cantina di Montagna, in abbandono da anni, nonostante il bando di manifestazione di interesse pubblicato nel maggio 2023 e la presenza di un unico acquirente, non è ancora stata assegnata. Nel frattempo, l’acquirente ha dovuto rinunciare ai finanziamenti del PNRR, rivedendo l’intero progetto a causa delle risorse ridotte.
• Non è stato rilevato alcun ruolo concreto dell’Unione nella vicenda dei lavori di risistemazione della diga sul Lago della Lavagnina da parte di Iren, nonostante il disastro ambientale verificatosi nelle valli del torrente Gorzente e Piota e le proteste dei comitati locali.
• In merito ai lavori per la messa in sicurezza del ponte sul torrente Piota lungo la statale 167, l’Unione si è limitata a adottare una delibera che prevedeva la costruzione di un guado di cantiere, senza però intervenire efficacemente per garantire la viabilità tra i Comuni interessati.
• Nella discussione per la nomina del nuovo Presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemonte l’Unione si è presentata divisa e non è riuscita a elaborare una proposta condivisa su una persona espressione del territorio.
Quanto descritto rappresenta una cronistoria del fallimento della gestione dell’ente da parte del Presidente Coco e della sua giunta. L’incapacità di valorizzare le diverse realtà comunali e di garantire una gestione efficace delle funzioni comuni ha condannato il territorio a una gestione frammentata e inefficiente. L’Unione Montana, secondo le dichiarazioni del Presidente nel discorso d’insediamento, basa principalmente la propria attività sulle entrate derivanti dalle multe. Tuttavia, sono state commesse valutazioni errate nelle previsioni di bilancio, generando ulteriori criticità finanziarie. L’utilizzo di queste entrate, sostanzioso negli anni precedenti, è apparso poco attento e confuso, motivo per cui è stata presentata una segnalazione alla Corte dei Conti e alla Procura. I consiglieri di minoranza hanno più volte avanzato proposte per reperire risorse, presentando ordini del giorno in consiglio dell’Unione e chiedendo l’inserimento di un loro rappresentante nella commissione per l’assegnazione della Cantina. Hanno inoltre suggerito l’organizzazione di una iniziativa pubblica sulla nuova legge 12 settembre 2025, n. 131, intitolata “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane”, in cui si introducono importanti novità mirate a valorizzare le aree montane italiane.
Tuttavia, nessuna di queste iniziative è stata accolta o presa in considerazione. L’Unione si trova in una situazione amministrativa precaria: non vengono rispettate le scadenze normative per la presentazione dei bilanci e del Documento Unico di Programmazione (DUP), che a novembre non è ancora stato presentato, fatto segnalato anche dal revisore dei conti. Le delibere vengono pubblicate all’albo pretorio con notevole ritardo, in alcuni casi fino a dieci mesi. L’elezione del presidente del Consiglio dell’Unione, pur essendo stata decisa nel consiglio di maggio, non è mai stata deliberata né resa pubblica. Tutte queste irregolarità sono state segnalate con nota dettagliata al Prefetto di Alessandria. In buona sostanza l’Unione Montana si dimostra incapace di fornire risposte concrete al territorio e ai cittadini, agendo più come centro di potere che come istituzione attenta ai bisogni reali dei sui cittadini e del suo territorio. In mancanza di coordinamento tra le attività dei Comuni, ciascuno sembra operare per conto proprio, senza mettere a fattor comune risorse, personale o il proprio Segretario comunale. La gestione si limita a una comunicazione tra sindaci che non è stata sufficiente nemmeno per salvare la Cantina di Montagna dall’abbandono. I sindaci dovrebbero assumersi la responsabilità di questo fallimento. Il tempo passa e i problemi rimangono irrisolti. Pertanto, si ritiene ormai improrogabile avanzare la richiesta di dimissioni del Presidente dell’Unione, e azzeramento della Giunta con effetto immediato, proposta che verrà formalizzata nel Consiglio dell’unione previsto per il 20 novembre.
I Consiglieri Comunali Rappresentanti dell’associazione “Concezione Bene Comune”








