Vignole: La triste storia di una palestra che avrebbe dovuto essere antisismica

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L'edificio della palestra

Mesi e mesi di ritardo, e ad oggi la palestra della scuola di Vignole, ha un nuovo problemino. La storia di questa sfortunata palestra l’abbiamo raccontata solo tre giorno fa; mesi e mesi di ritardo per la conclusione delle opere, di fatto la palestra avrebbe dovuto essere accessibile a ottobre scorso, invece ad oggi sono stato completati poco più del 22% dei lavori, e forse neppure questi. Oggi all’albo pretorio del comune, apparsa una notizia, che se letta tra le righe, ha dell’inquietante; per sistemare opere già eseguite, secondo il pare dell’ingegnere che ha assunto da pochi giorni la direzione dei lavori , servirebbero altri soldi, e altro tempo, ma la Giunta  ha respinto la richiesta.

“Tutta la vicenda della palestra è partita con il piede sbagliato. – dice il sindaco Giuseppe Teti – L’anno scorso, a poche settimane dall’inizio dei lavori, sono stato costretto a rivolgermi alla Procura, perché l’impresa non rispettava le norme di sicurezza in cantiere e impiegava personale non idoneo; poi questo ritardo, secondo me inammissibile, si tratta di una palestra, non dell’Empire State Bulding, ora il nuovo direttore dei lavori che è subentrato, ha detto che il muro di testata della palestra deve essere messo in sicurezza perché pericoloso. Per questo nuovo intervento il Comune dovrebbe sborsare 20 mila euro, che purtroppo non rientrerebbero nel finanziamento del decreto Renzi. L’architetto Patrizia Barberis, insieme ai progettisti da lei nominati, l’ingegnere Alberto Bosso e l’architetto Ennio Borlandi, hanno presentato il progetto all’ingegner Succio dell’Ufficio Opere Pubbliche della Regione, e a quanto mi è stato riferito, pare che il progetto sia stato elogiato, come uno dei progetti migliori fatti in tutta la provincia. Quindi non riusciamo a capire per quale motivo dovremmo mettere in sicurezza un’opera di tale grandezza ingegneristica.  A questo punto che dobbiamo fare?

Visti i tempi non rispettati e tutti i problemi che si sono poi verificati in questi lunghi mesi, perché l’amministrazione non è intervenuta, magari sostituendo l’impresa?

Facile a dirsi. Il sindaco in questi casi non può interferire. Il direttore dei lavori, i tecnici, i progettisti avrebbero dovuto sollecitare l’impresa, ma non l’hanno fatto. Acqua passata, mi auguro. Ora va approfondita la questione di questo muro che non è un muretto, ma un muro perimetrale di notevole ampiezza. A questo punto dobbiamo capire se il progetto di questa palestra, sia il migliore possibile, o i progettisti abbiano sbagliato.  Onestamente spero nella prima ipotesi. Del resto i progettisti e l’architetto Barberis, che è la responsabile unica del procedimento se ne assumono la responsabilità. Per quanto mi riguarda, come sindaco ho il dovere primario di salvaguardare i miei concittadini, quindi farò fare tutte le verifiche del caso, e se dovesse emergere la che la valutazione del nuovo direttore lavori è esatta, agirò di conseguenza. Tutto questo casino per non avere neppure una palestra antisismica.