Voltaggio: “Dal Cociv asfalto inutile a carico dei cittadini”.

Il consorzio ha rifatto un tratto della strada 160 a monte del cantiere del Terzo valico come se il campo base fosse ancora previsto nell'ex cartiera. Legambiente: “La collettività paga spese senza senso. Semmai toccava alla Cementir”.

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Era nel progetto, per questo l’intervento è stato eseguito”. La Provincia giustifica così l’asfaltatura del tratto della strada provinciale 160 tra il cantiere del Terzo valico e il ponte San Filippo, a Voltaggio, circa un km di lunghezza. Le imprese incaricate dal Cociv nei giorni scorsi hanno realizzato un nuovo manto stradale in un tratto che, curiosamente, non interessa la viabilità del Terzo valico come tutta la rete provinciale a valle del cantiere e verso Fraconalto, solo per rimanere in Val Lemme, dove strade, ponti e rotonde sono state rifatti o costruiti ex novo per permettere un transito senza problemi ai camion dei cantieri del Valico. Un regalo al territorio da parte dei promotori della Grande Opera?

Asfalto nuovo lungo la 160 a Voltaggio

“Nel 2015 – spiegano dalla Provincia – era già stato realizzato un primo strato di asfalto, che ora è stato completato definitivamente. Perché proprio in quel tratto, a monte del cantiere? Perché nel progetto originario, nei pressi della ex cartiera di Voltaggio, era previsto il campo base del Terzo valico, poi cancellato”. È dalla fine del 2013 che le casette per gli operai non erano più programmate nel terreno accanto alla ex cartiera per via dei rifiuti sotterrati scoperti proprio dal Cociv. Il campo base, inizialmente spostato all’ingresso di Voltaggio da Carrosio, è stato poi cancellato dal consorzio. Un intervento, quello a monte del cantiere del Valico, che ricorda la rotonda che doveva essere costruita ad Arquata, all’incrocio tra via Villini e la ex statale 35 dei Giovi. I cantieri verso Rigoroso erano previsti nei progetti degli anni Novanta, bocciati più volte ma il Cociv voleva realizzare lo stesso la rotonda. Solo l’opposizione del Comune di Arquata, che ha anche evidenziato la pericolosità dell’intervento, ha bloccato quei lavori. A Voltaggio, invece, si è andati avanti come se il campo base fosse ancora previsto nella ex cartiera.

“Ricordo – dice Mario Bavastro del circolo Legambiente Val Lemme – che il fondo stradale, quando è stato fatto il primo intervento nel tratto della 160 a monte del cantiere, il 27 maggio 2015, era in buone condizioni. Ora hanno fatto il bis. Eppure, la sistemazione di tutta la strada provinciale, da Molini a Gavi, doveva essere a carico della Cementir, come previsto dagli accordi per la realizzazione dell’acquedotto alternativo legato alla nuova cava di Monte Bruzeta, poi bocciata. Invece, i lavori sono stati eseguiti a spese della collettività, questo mentre due frane lungo la 160, la prima al km 25, l’altra al km 33, sono ancora da sistemare sin dal 2014”.