Voltaggio: per l’Arpa amianto nella norma nel cantiere di Carbonasca.

Le ultima analisi rassicurano dopo lo stop dovuto alla scoperta di 1.200 mg/kg nelle rocce scavate per la maxi scogliera prevista nell'ambito del Terzo valico.

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Il cantiere in Val Carbonasca (immagine di repertorio)

L’Arpa smentisce definitivamente la presenza di amianto oltre i limiti di legge nel cantiere della frana di Carbonasca, a Voltaggio, che interessa anche la strada provinciale 163 della Castagnola. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il sindaco Michele Bisio aveva comunicato il fermo del cantiere dopo che l’impresa incaricata dal Cociv di realizzare la maxi scogliera tra la provinciale e il torrente Carbonasca, la Ottoerre Group, aveva rilevato amianto (1.200 mg/kg) oltre la soglia di legge consentita (1.000 mg/kg). La fibra killer era stata rilevata negli scavi lungo presso il corso d’acqua. Il giorno dopo, le contronalisi dell’Arpa aveva riscontrato però una quantità di amianto dieci volte inferiore, utilizzando il metodo indicato dalla legge 161 del 2012, analizzando cioè solo la roccia setacciata. Successivamente il controllo è stato condotto anche con il metodo dell’amianto totale, sottoponendo a verifica tutto il campione di roccia.

Michele Bisio (a sinistra) sindaco di Voltaggio, con il segretario comunale Gian Carlo Rapetti
Michele Bisio (a sinistra) sindaco di Voltaggio, con il segretario comunale Gian Carlo Rapetti

Poche ore fa il primo cittadino ha reso noti su Facebook anche questi risultati: “E’ arrivata ieri la comunicazione di Arpa che trasmette i dati relativi alle analisi del campione realizzate con il metodo dell’amianto totale che confermano quelli del primo controllo. Il valore riscontrato è 127 +_ 60 mg/kg sul secco. Ricordo che il valore per essere considerato rifiuto speciale è di 1000 mg/kg”. L’amianto nel cantiere di Carbonasca c’è ma in presenza considerata non pericolosa. I lavori riprenderanno quindi dopo la pausa estiva. Il mese scorso l’Osservatorio ambientale del Terzo valico ha reso noti i risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso tra giugno e dicembre 2017 predisposto da Cociv: in sette mesi, su un totale di 7.521 campioni analizzati, presso i punti cintura – cioè al di fuori dell’area di cantiere, in prossimità di recinzione e accessi (prima cintura) e di punti considerati “recettori sensibili”, edifici o centri abitati (seconda cintura) – sono stati sempre riscontrati valori inferiori a 1 fibra/litro, valore soglia indicato dal Protocollo Gestione Amianto in linea con quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.