L'artista Gunter Demnig

Avevano tra i 19 e i 23 anni i 28 ragazzi di Voltaggio che finirono i loro giorni dei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal paese della Val Lemme in totale furono 32 i deportati in Germania con la collaborazione dei fascisti italiani della Repubblica sociale: sopravvissero solo in quattro.

Il Comune ha deciso di ricordare i 28 ragazzi aderendo all’iniziativa delle Pietre d’inciampo, nata nel 1995 dall’artista tedesco Gunter Demnig, alla quale hanno partecipato molte città e paesi europei e italiani con la creazione di una memoria diffusa dei cittadini deportati nei lager. A oggi, sono oltre 60mila i piccoli blocchi in pietra ricoperti con una piastra di ottone che reca incise le generalità del deportato, con data e luogo di deportazione e la data di morte, blocchi che vengono inseriti nella pavimentazione stradale.

A Voltaggio l’amministrazione comunale vuole riconoscere “l’importanza del tenere viva la memoria delle proprie vittime, attraverso l’attività di testimonianza e ricordo dei cittadini deportati e uccisi anche attraverso la posa di pietre nel territorio che questi hanno vissuto“.

Un lager nazista

L’iniziativa potrà essere realizzata grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) di Serravalle Scrivia e Stazzano, che si occuperà gratuitamente delle pratiche per la fabbricazione delle Pietre d’inciampo, e ai fondi ottenuti dal Comune partecipando al bando “Storia e memoria” della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, pari a 3mila euro. La quota rimanente necessaria, 2.300 euro, la metteranno il sindaco Giuseppe Canepa e gli assessori Grazia Dellepiane e Mauro Dibenedetto, devolvendo una quota della loro indennità.

I nomi dei 28 voltaggini morti nei lager: Gio Batta Anfosso (Bacci della “Dodda”), 23 anni; Delfino Bagnasco (delle Acquestriate), 19; Giuseppe Bagnasco (di Carbonasca), 20;  Giuseppe Benasso (dei “Nicchi”), 20; Carlo Bisio (del “Gilindo”), 19; Enrico Bisio (dei “Picuni”), 19; Lorenzo Bottaro (del Baciccia “Neigru”), 20; Riccardo Bottaro (di “Gin” Isolaccia), 19; Silvio Buzzalino (“Buzzalin dei Molini”), 21; Giulio Carrea (“l’elettricista”), 20; Cesare Carrosio (di “Giuani” il fabbro), 22; Mario Carrosio (della “Tabacchina”), 22;  Giovanni Cavo (del Grescione), 22; Natale Cavo (dei Livelli), 22; Vittorio Cavo (dei Sorietti) 21; Adolfo Repetto (della Molare), 21; Annibale Repetto (del Ciaran), 21; Francesco Repetto (di Villa), 21; Francesco Repetto (di Sciancaferu), 22; Francesco Ferrando Repetto (del Checco del Bue), 21; Giambattista Repetto ( della Costa), 22; Giovanni Battista Repetto (dell’isolaccia), 19; Giobatta Repetto (di Bondacco), 21; Giuseppe Repetto (di Crevara Di Sotto), 20; Giuseppe Repetto (del Quadrin), 22; Giuseppe Repetto (dell’isolaccia), 21; Natale Repetto (di Portovecchio), 20; Nicola Traverso (du Schenne), 19.

Riuscirono a tornare casa Lorenzo Bisio, Mario Traverso, Angelo Repetto e Pietro Repetto.