La storia, anche a 82 anni di distanza, risuona ancora con forza nelle valli dell’Appennino. L’imminente 82° Anniversario dell’Eccidio della Benedicta riaccende i riflettori su uno degli episodi più tragici della Resistenza italiana, un massacro che vide l’eliminazione di giovani partigiani tra il 6 e l’11 aprile 1944. L’eccidio, pianificato dai comandi militari tedeschi di Genova e Alessandria con l’obiettivo di annientare le formazioni partigiane presenti sull’Appennino, culminò nel rastrellamento scattato nella notte tra il 5 e il 6 aprile 1944. Il 7 aprile 1944, ingenti forze nazifasciste circondarono l’Abbazia della Benedicta, in località Capanne di Marcarolo. I fatti di quei giorni portarono alla fucilazione di 154 partigiani e alla deportazione di altri 190 al campo di concentramento di Mauthausen, da cui solo 35 fecero ritorno. Il bilancio complessivo dell’eccidio è stimato in oltre 300 giovani partigiani coinvolti, con 72 caduti negli scontri e 75 fucilati sommariamente. A suggellare l’orrore, l’antico edificio della Benedicta, sorto come convento benedettino, fu minato e distrutto la sera del 7 aprile. Per onorare il ricordo di chi è caduto e mantenere vivo il legame con i valori della Resistenza, l’Associazione Memoria della Benedicta ha organizzato una serie di attività commemorative.
L’evento che tradizionalmente precede la commemorazione, la “Serata Benedicta 2026”, si svolgerà giovedì 2 aprile alle 18.00, presso la sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria. La serata sarà dedicata a una riflessione sulla figura di Don Andrea Gallo prendendo spunto dal Giorgio Barberis: Don Andrea Gallo e il Carmine: in cammino verso l’utopia. Discutono, insieme a Giorgio Barberis, Daniele Borioli, Presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta e Fabio Scaltritti della Comunità San Benedetto al Porto. La tavola rotonda dal titolo, Don Andrea Gallo: Resistenza e Costituzione, in cammino verso l’utopia. Prima di intraprendere il suo percorso come “prete di strada”, Don Gallo fu una giovanissima staffetta partigiana nella stessa formazione in cui militava suo fratello maggiore. La sua vita, completamente dedicata al servizio delle persone in difficoltà, ha rappresentato un’attuazione concreta dei principi fondamentali della Costituzione nata dalla Resistenza. Alle 21.00, andrà in scena lo spettacolo musicale/teatrale de i Bailenga Resistenza. Urlo di un sogno di libertà. Un’opera che propone il racconto autobiografico di un partigiano, della sua storia di comune ragazzo che incontra un tempo difficile, quello della guerra, un tempo che obbliga alla scelta.
La cerimonia ufficiale, si svolgerà domenica 12 aprile 2026. L’inizio è alle 9.30 nella zona del Sacrario/Memoriale, dove è prevista la lettura di un testo dedicato ai caduti della “Benedicta” dagli studenti della scuola e del Consiglio Comunale dei ragazzi di Mornese. Alle 10.00 sarà celebrata la Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca. Alle 11.00, si svolgerà l’orazione ufficiale, affidata alla Sindaca di Genova, Silvia Salis. Alle 14.00, le Aree protette dell’Appennino piemontese e l’Ecomuseo di Cascina Moglioni organizzeranno la consueta passeggiata lungo il Sentiero della Pace. A seguire, alle 15.00, presso l’Aula didattica dell’Eco museo di Cascina Moglioni, avrà luogo l’evento Celebrare non basta. Come tenere viva l’eredità politica della Resistenza, conferenza di Filippo Barbera, professore ordinario di sociologia economica, Università di Torino.
L’anniversario si pone ancora una volta come momento cruciale per ribadire l’importanza della memoria, affinché il sacrificio di quei giovani continui a ispirare i valori di democrazia, giustizia e pace.
Per info e programma completo: https://benedicta.org/82-anniversario-eccidio-della-benedicta/
ph. Massimo Sorlino








