Altre due vittime del veleno

Gigi ed Elisabeth raccontano questa brutta storia

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La madre degli imbecilli è sempre incinta. Una frase molto abusata, ma applicabile a molte situazioni e incredibilmente centrata, quando viene associata a coloro che disseminano il territorio di bocconi avvelenati. Il perché, esseri umani, che dovrebbero, almeno nelle intenzioni del Padreterno, essere forniti di un minimo di cervello, adottino questa pratica, resta un mistero.

L’ipotesi più accreditata è il tentativo, a dir poco maldestro di eliminare volpi, lupi ma anche rapaci, il che farebbe supporre che i responsabili siano i cacciatori, per contrastare i naturali antagonisti. E’ un indizio forte, ma non è una prova. Quindi nessuna accusa, tantomeno generalizzata, ma onestamente, chi ha la convenienza di sterminare quegli animali che in certi ambienti vengono definiti “nocivi”?

Il paese dove due cani sono morti presumibilmente a causa di avvelenamento questa volta è Dernice. Pepe e Panna vivevano in una bella cascina in località Zerbe, al confine tra Val Borbera e Val Curone. Ieri mattina Gigi e Elisabeth proprietari dell’azienda agricola Suolarte, li hanno trovati davanti alla porta di casa agonizzanti.

Allo studio del veterinario dove sono stati immediatamente portati, l’atroce  conferma: avvelenamento, ma naturalmente, come sempre in questi casi, la conferma definitiva arriverà solo dopo l’autopsia.

“Pepe era con noi da oltre due anni, – racconta Gigi – era un cane davvero intelligente, viveva libero e spesso andava nel paese vicino, dove però lo amavano tutti. Non lo abbiamo mai legato perché non procurava danni, non ammazzava galline, non mordeva. Noi abbiamo un’azienda agricola e sempre, soprattutto la sera arrivano cinghiali e daini, che devastano i campi, Pepe riusciva a tenerli lontani, per noi questo era un grande aiuto, lo ha imparato da solo, curava il suo territorio.

Panna invece era una cucciolotta di due mesi, non so dove abbia trovato il veleno, perché lei non seguiva Pepe nelle sue avventure.  Troppo piccola . Anche lei è  morta tra atroci sofferenze. Noi ne siamo sconvolti.

Ora crediamo sia nostro dovere divulgare l’accaduto. Abbiamo denunciato il fatto alla caserma della Forestale di Brignano Frascata, gli uomini della forestale hanno fatto un sopralluogo nella zona, e hanno anche parlato con gli abitanti del paese dove hanno verificato che Pepe era educatissimo, e che nessuno ce l’aveva con lui. Ora hanno promesso che torneranno con i cani addestrati a scovare eventuali bocconi avvelenati. Naturalmente ho avvisato tutte le persone che hanno animali in paese, affinché non accada nuovamente, non auguro a nessuno di provare ciò che è capitato a noi. Sono quasi certo che questa non sia una ritorsione nei nostri confronti, ma solo la terribile conseguenza di un atto compiuto da persone sconsiderate ,atto del quale  stiamo pagando le conseguenze. Lavoriamo sodo e andiamo d’accordo con tutti. Stiamo curando terreni che erano abbandonati da tanti anni, desideravamo vivere in un posto come questo e credevamo di essere molto fortunati. Dopo venticinque anni di Olanda, dove di certo la vita era più comoda, abbiamo fatto questa scelta, e ora ci chiediamo se ne valeva la pena , cominciamo a dubitarne. Questo è un periodo veramente difficile, ad aprile la gelata tardiva che ha compromesso ogni coltura, poi la siccità che sta seccando tutto, ora anche questo fatto atroce, forse è un po’ troppo! Quello che ci consola è la solidarietà che ci è arrivata dalle persone dei paesi limitrofi”.