Sullo stallo per la nomina del nuovo presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese creato dalla Regione, il consigliere regionale Pasquale Coluccio (M5s) annuncia di aver “inviato una lettera aperta ai sindaci e alle sindache dei Comuni rientranti nel territorio dell’Ente per chiedere loro di prendere posizione, in maniera unitaria, sul tema della ratifica della nomina a presidente di Gianni Repetto“. Repetto era stato indicato dai sindaci il 16 giugno in maniera unanime dopo una votazione fra i 5 candidati ma la Regione ha annunciato un nuovo bando per scegliere il presidente mentre ha prorogato il commissario dell’ente per altri 5 mesi al massimo.
“Nelle ultime settimane – dice Coluccio – l’inerzia della Giunta Cirio sulla ratifica sta paralizzando progetti e finanziamenti fondamentali per i nostri territori. Una situazione grave causata dall’arroganza del Centrodestra che, in barba alla volontà degli amministratori locali, cerca di fare il bello e il cattivo tempo.
È indispensabile che il dibattito approdi subito a Palazzo Lascaris e si sciolga ogni nodo sulla vicenda, per questo ho suggerito ai sindaci e alle sindache di chiedere per ogni Comune di essere auditi in Commissione Ambiente. Più il territorio si presenterà unito, più sarà impossibile ignorare la nostra richiesta di legalità e trasparenza”.
Intanto, il circolo Val Lemme di Legambiente dice: “La nomina del presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese è di improrogabile urgenza per cercare di affrontare varie gravi criticità, fra cui ad esempio gli impatti devastanti realizzatisi così come quelli ancora possibili dalle manutenzioni di Iren nel torrente Gorzente.
A fronte dell’indicazione unanime dei sindaci della Comunità delle Aree protette, la Regione deve motivare la sua decisione di procedere con la proroga del commissario delle Aree protette dell’Appennino Piemontese. Il bando per la scelta del presidente si è chiuso a dicembre 2024 e oggi, dopo circa 8 mesi, la gestione dell’ente è ancora in assetto precario. Se vi è chi contesta l’unanimità della seduta della Comunità del 16 giugno, nessuno spiega perché il presidente Cirio non si sia assunto di conseguenza la responsabilità della nomina, ai sensi della legge regionale.
Il circolo Legambiente Vallemme chiede un diverso rispetto per il territorio e per le scelte che ha espresso“.








