Carrega pianta l’Albero della rinascita e fa scoprire il Pane dell’Appennino.

Domani appuntamento con Appennino Futuro Remoto con la cerimonia per affidamento dell’“Albero della Pace”, nato dai semi delle piante sopravvissute alla bomba di Hiroshima. Si potrà degustare la pagnotta preparata esclusivamente con prodotti locali

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L’evento clou di Appennino Futuro Remoto sarà domani, 25 luglio, a Carrega Ligure nell’area del castello. Alle 10,30 si terrà la cerimonia di affidamento dell’“Albero della Pace” al paese dell’alta Val Borbera, assegnato dall’organizzazione mondiale per la pace Green Legacy United Nation Institute for Trainingand Research di Hiroshima. È uno degli alberi nati dai semi delle piante sopravvissute alla bomba atomica sganciata dagli americani sulla città giapponese nel 1945 ed è un simbolo di rinascita. Per l’amministrazione comunale di Carrega l’alberello significa anche una rinascita per la comunità locale dopo decenni di spopolamento. Al termine della cerimonia inaugurazione dell’area espositiva, dove sarà presente una novità culinaria, il Pane dell’Appennino, creato, fra gli altri, da Irene Calamante titolare del negozio Cuore di Pane Bio di Cabella. È stato preparato con farina di segale montana prodotta nel mulino di Magioncalda, riattivato dai ragazzi del consorzio rurale della frazione di Carrega, erbe aromatiche tipiche del nostro Appennino, come timo serpillo, biancospino, achillea millefolium. Infine, un po’ di farina di castagne.

Il Pane dell’Appennino (foto da Facebook)

Un pane creato proprio in occasione del Festival Appennino Futuro Remoto. Durante la giornata si darà spazio al dialetto e ai modi di dire e, alle 11,45 sarà presentato il romanzo di Gianluigi Mignacco “L’equilibrio dei sassi”, ambientato proprio a Carrega. Nel pomeriggio musica con strumenti tradizionali come la musa dell’appennino con Daniele Bicego, la ghironda con Sergio Berardo e l’organetto diatonico con Dino Tron. Ci sarà anche la possibilità di imparare a costruire un piffero, strumenti tipico delle Quattro province, grazie alla lezione di Ettore Losini Bani. Adulti e bambini potranno metter “Le mani al centro” cimentandosi con il tornio e lavorare la ceramica guidati da Patrizia Fabris, mentre lo chef Massimo Martina cucinerà al pranzo con prodotti locali. I curatori del restaurato Mulino di Magioncalda esporranno e daranno dimostrazione di uso di trebbiatrice e ventilatore. Alle 17,30 dal palco principale dopo i saluti del Presidente Ente Parco Appennino Aree Protette Piemontese, Danilo Repetto, Maurizio Carucci leggerà “Benvenuti in Appennino” e per chiudere gran concerto dei Lou Dalfin, il gruppo di punta europeo della musica occitana