Franco Ravera e il sindaco di Belforte Nadia Incerpi

Nei giorni scorsi, dopo il voto sulla creazione della società Acqua Pubblica Alessandrina, i consiglieri comunali di Belforte Monferrato e Mornese, Alessandro Figus e Roberto De Marco, avevano inviato una lettera aperta a vari enti e Comuni coinvolti nella nuova società, sottolineando, tra l’altro, la situazione del vicesindaco di Belforte e assessore dell’Unione montana Dal Tobbio al Colma, Franco Ravera, che ricopre anche la carica presidente della Comuni riuniti Belforte Monferrato, società posseduta al 55% dal Comune dell’Ovadese. Questione al vaglio del Tar per stabilire l’eventuale incompatibilità dei vari incarichi.

I sindaci di vari Comuni soci della società presieduta da Ravera hanno sottoscritto anch’essi una lettera aperta: sono i primi cittadini di Belforte, Casaleggio Boiro, Casalnoceto, Fresonara, Lerma, Montaldeo, Mornese, Sardigliano, Tagliolo, Villalvernia e Volpeglino. Nella lettera scrivono, tra l’altro, come sia “falso che Valle Orba Depurazione S.r.l. abbia rifiutato di aderire alla costituenda società consortile”. Inoltre, “le opinioni in ordine a presunte questioni di incompatibilità sono del tutto infondate a fronte del chiaro disposto dell’art. 13 del decreto legislativo 39 del 2013 e relativa prassi applicativa, al di là della totale inconferenza rispetto alla questione attualmente in esame. Sul punto, i consiglieri hanno già avuto ampia risposta nelle sedi competenti. In ogni caso, evidentemente il consigliere Figus ha ritenuto completamente superabili le opinioni surriferite, laddove il disposto della delibera votata all’unanimità a Belforte Monferrato prevede anche “di dare ampio mandato a Comuni Riuniti Belforte Monferrato di proseguire il percorso di costituzione della società Acqua Pubblica Alessandrina, facendosi carico di tutte le attività che si rendessero necessarie per la migliore l’attuazione e la conclusione del procedimento societario”. Negli stessi termini – concludono i sindaci – anche quanto al consigliere De Marco, come dimostra il deliberato all’unanimità”.

La lettera non riporta però la firma del sindaco di Bosio, Domenico Merlo: al momento del voto sulla giunta dell’Unione montana, sia ad agosto sia di recente dopo le dimissioni del presidente Simone Pestarino, è uscito dalla sala insieme ai consiglieri rappresentanti di Bosio, proprio dopo la segnalazione della presunta incompatibilità tra le numerose cariche ricoperte da Ravera.