Simona Ressico e Paola Farinetti, direttrici dell’Attraverso Festival, intervengono in merito alle polemiche sul contributo di 8mila euro che le Aree protette dell’Appennino Piemontese hanno destinato allo spettacolo di Mario Tozzi, in programma a luglio a Cascina Moglioni, a Capanne di Marcarolo (https://www.giornale7.it/mario-tozzi-a-capanne-di-marcarolo-8mila-euro-dalle-aree-protette-sono-una-spesa-aberrante/#google_vignette).
“Da più di 10 anni – dicono -, il festival lavora con le amministrazioni locali, comprese le Aree protette, per promuovere la visibilità a livello nazionale dei territori di tre province del Piemonte e per portare, anche in zone svantaggiate rispetto ai normali circuiti di distribuzione culturale, una programmazione artistica di qualità, con prezzi di biglietto calmierati e con riduzioni per i residenti nel Parco.
La crescita del festival è certificata anche dal sostegno del Ministero per la Cultura. Per questo si è scelto, sempre d’intesa con le Aree protette (così come con tutte le amministrazioni), andando incontro il più possibile alle richieste provenienti dai vari interlocutori, di proporre nomi di rilievo della scena nazionale, in grado di interessare un pubblico sia locale, sia proveniente dalle zone limitrofe”.
Nel corso degli anni, ricordano, a Cascina Moglioni sono arrivati tra gli altri Daniele Silvestri, Mauro Pagani, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Paolo Fresu, Niccolò Fabi, Andrea Pennacchi, Paolo Rumiz e Youth European Orchestra, Stefano Mancuso, Simone Cristicchi, Giuseppe Cederna, Mara Redeghieri e il Coro delle Mondine di Reggio Emilia, “senza tralasciare una dimensione più locale, come le proiezioni di video ambientalisti e piccoli live a Carrega e Borghetto Borbera”.
“La scelta di Mario Tozzi con il suo nuovo spettacolo, per il 2026, – concludono – si inserisce in questo percorso di qualità e di attenzione alle dinamiche sociali e ambientali, rafforzata dalla caratura e dalla notorietà dell’autore. Un’occasione per riflettere sui temi proposti e, per chi viene da fuori, la possibilità di conoscere la splendida realtà dell’ecomuseo”.








