All’inizio del mese di luglio 2026 le associazioni ambientaliste e animaliste E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali), O.I.P.A. (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), Federazione Nazionale Pro Natura, PAN (Pro Natura Animali), avevano presentato ricorso al TAR contro la delibera della Giunta Regionale del Piemonte di approvazione del calendario venatorio 2026/2027 con il patrocinio degli avvocati dello studio legale Fenoglio & Callegari del Foro di Torino.
Molte sono le doglianze delle quattro associazioni al centro del ricorso. La delibera regionale innanzitutto si discosta pesantemente dal parere dell’I.S.P.R.A., massimo ente tecnico-scientifico consultivo per Stato e Regioni, in merito alla conservazione della fauna selvatica: apertura della caccia a specie in declino come l’allodola e la pernice bianca, periodi di caccia per diverse specie durante la fase di dipendenza dei piccoli dai genitori, caccia per diverse specie durante l’inizio delle attività riproduttive. Nonostante le motivazioni contenute in diverse decine di pagine dalla Regione per discostarsi da un parere che per legge è obbligatorio, ma non vincolante, queste non hanno convinto un vasto modo scientifico e sembrano fare apparire I.S.P.R.A. come una struttura di parte o peggio ancora un ente retto da incompetenti. Le quattro associazioni hanno altresì contestato “la mancanza del Piano faunistico venatorio regionale, le preaperture di settembre, le crudeli e inutili immissioni di animali d’allevamento “pronta caccia””.
Il giudice monocratico del TAR ha accolto la richiesta di sospensiva e depositato il 25 luglio l’ordinanza di sospensione della caccia in preapertura dal primo settembre al colombaccio (Columba palumbus) riconoscendo il “periculum in mora”. La camera di consiglio del prossimo 9 settembre prenderà in esame tutti gli altri motivi del ricorso. Sull’apertura della stagione venatoria 2026/2027 prevista per la terza domenica di settembre pende ora il giudizio dei giudici amministrativi. I rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale nella Commissione consultiva regionale per il coordinamento delle attività venatorie e per la tutela della fauna selvatica avevano presentato nel mese di maggio le proprie osservazioni sulla proposta regionale del calendario venatorio 2026/2027 che erano state liquidate dalla Regione senza alcuna valida motivazione. Ora la parola sulla prossima stagione di caccia passa ai giudici amministrativi.
Dalla Regione ok alla caccia anche alle specie in declino: sospeso in parte il calendario venatorio
Accolto in via sospensiva il ricorso di Enpa, Oipa, Pro natura e Pan: il Tar per ora ha detto no alla preapertura dal primo settembre al colombaccio.








