Emergenza incendi, con il caldo record è strage di boschi

Nell'ultimo anno roghi aumentati del 60%

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Torna bruscamente a farsi sentire l’emergenza incendi in Piemonte, spinta da un’ondata di caldo record che sta mettendo a dura prova la tenuta ambientale del territorio. Gli ultimi episodi in ordine di tempo si sono registrati proprio nella provincia di Alessandria, dove le fiamme hanno colpito le aree boschive di Mantovana e Sezzadio. Con le temperature ben oltre le medie stagionali e i terreni inariditi, il pericolo della diffusione delle fiamme è ormai ai livelli di massima allerta, amplificato in molti casi da comportamenti imprudenti o, peggio, criminali. La situazione locale si inserisce in un quadro nazionale estremamente preoccupante. Secondo i dati diffusi da Coldiretti, lo scorso anno si è registrato un drammatico incremento del 60% degli ettari di terreno andati in fumo a livello nazionale. Un bilancio pesante che evidenzia la fragilità di un Paese strutturalmente boscoso come l’Italia, dove oltre un terzo della superficie totale (il 38%) è coperto da foreste. Tuttavia, la vera criticità risiede nella manutenzione: soltanto due terzi di questa immensa area verde godono di una gestione attiva e di interventi colturali regolari, mentre il resto giace in uno stato di abbandono che lo rende vulnerabile a qualsiasi scintilla. “Complici le condizioni atmosferiche, i boschi resi più vulnerabili dai periodi di siccità sono a costante rischio: la mancanza di pioggia e il vento forte creano le condizioni ideali per lo sprigionarsi di roghi devastanti”, spiega Mauro Bianco, Presidente di Coldiretti Alessandria.

L’impatto economico e ambientale sui territori colpiti è calcolato sul lungo periodo. Quando una foresta brucia, non si perde soltanto un ecosistema prezioso, ma vengono azzerate per anni tutte le economie tradizionali collegate al territorio: dalla raccolta della legna a quella dei tartufi e dei piccoli frutti, fino alle attività hobbistiche e al turismo locale legato ai funghi, un comparto che da solo coinvolge decine di migliaia di appassionati. Per arginare questa piaga, che per circa il 60% dei casi ha un’origine dolosa, Coldiretti sottolinea l’importanza strategica delle imprese agricole locali. Gli agricoltori operano infatti come vere e proprie “sentinelle attive” del territorio, garantendo un presidio costante soprattutto nelle aree interne e più isolate, fondamentali non solo per la prevenzione dei roghi ma anche per il contrasto al dissesto idrogeologico.

Il Direttore di Coldiretti Alessandria, Elio Gasco, mette l’accento sulla necessità di incrementare la cultura della prevenzione e della sorveglianza, lanciando al contempo un appello fondamentale ai cittadini: in caso di avvistamento di un incendio o anche solo delle prime avvisaglie di fumo, non bisogna mai prendere iniziative autonome, ma occorre allertare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112. Fornire informazioni precise e tempestive alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco è il primo, decisivo passo per contenere i danni prima che il fuoco acquisisca una forza distruttiva incontrollabile.