Eolico, iter ancora rinviato. La Provincia: “Colpa del Parco”.

Palazzo Ghilini voleva far ripartire l'iter delle torri previste a Fraconalto nonostante il ricorso al Tar e le violazioni delle norme Ue. L'Appennino Piemontese e la Regione hanno detto no: “Il progetto non è cambiato”.

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Il passo della Bocchetta

La Provincia vuole proseguire la valutazione del progetto eolico del Monte Poggio nonostante la Regione abbia giudicato illegittima la presenza delle torri e sia pendente un ricorso al Tar contro le norme regionali che tutelano l’ambiente. L’altra sera, durante la seduta del Consiglio delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, ente che gestisce anche il Parco Capanne di Marcarolo, il presidente Dino Bianchi ha letto lo scambio di lettere tra l’ente e la Provincia. Quest’ultima a ottobre aveva convocato un incontro con Seva, società che ha proposto il contestato progetto previsto non distante dal Passo della Bocchetta, nel territorio di Fraconalto. A settembre, Seva aveva depositato nuovamente la documentazione, in minima parte rivista: 6 torri anziché 7 e lo studio fatto redigere dalla società all’Università di Genova che smentirebbe l’impatto sulla rotta migratoria dei volatili dal mare verso Nord e altri rischi per specie tutelate come il biancone e i pipistrelli.

Un esemplare di Biancone
Un esemplare di Biancone

Di tutt’altro avviso, invece, la normativa europea e regionale e quindi il Parco, che vogliono tutelare la rotta, considerata una delle più importanti. Nel nuovo progetto Seva ha eliminato una torre e ne ha spostata una seconda proprio per ridurre, a suo dire, il rischio totale di collisione con i volatili. La società aveva inoltre evidenziato l’appoggio dei sindaci del Parco e di Fraconalto al suo progetto. In precedenza, Seva aveva impugnato davanti al Tar Piemonte la normativa regionale che impone almeno un km di distanza dai confini del sito di importanza comunitaria “Capanne di Marcarolo” e dal Parco omonimo.

Dino Bianchi, presidente del Parco dell'Appennino Piemontese
Dino Bianchi, presidente del Parco dell’Appennino Piemontese

“Per questo – ha spiegato Bianchi – abbiamo declinato l’invito all’incontro proposto dalla Provincia: c’è un ricorso in piedi e il progetto, secondo la Regione, viola la legge. Anche Arpa e appunto la Regione hanno detto no alla riunione. Da parte nostra, si può parlare solo se Seva ritira il ricorso e presenta un progetto diverso, che rispetti le regole”. A far arrabbiare il presidente del Parco è stata la lettera della Provincia, firmata dal dirigente Claudio Coffano, con la quale si annullava l’incontro, in sostanza per responsabilità del Parco. “Ho fatto presente questa situazione – ha detto ancora Bianchi – al neo presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, ricordando che siamo alla terza proroga dell’iter del progetto firmata da Coffano”. Davvero troppo, per Bianchi, per un progetto che risulta in netto contrasto con la normativa europea e che non è stato in sostanza modificato, lasciando le torri troppo vicine all’area protetta. L’iter, partito nel 2013, a questo punto dovrebbe ripartire dopo la sentenza del Tar. Finora non è stata fissata nessuna udienza.