Giornata importante oggi per il futuro della Pernigotti. Probabilmente nel pomeriggio la proprietà turca incontrerà il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte a palazzo Chigi, a Roma. Il premier aveva manifestato l’intenzione di confrontarsi con il gruppo Toksoz dopo il primo tavolo che si era svolto due settimane or sono al Mise e nel quale le posizioni erano rimaste distanti: i sindacati e tutte le istituzioni, compreso il governo, erano contrari alla chiusura dello stabilimento e chiedevano una cassa integrazione per ristrutturazione, in modo da avere ammortizzatori sociali per un periodo più lungo per i 100 dipendenti (senza dimenticare i 150 interinali) e tentare di trovare un acquirente;

Giuseppe Conte

i turchi puntano a cedere solo la fabbrica e tenersi il marchio per far produrre gianduiotti e altro altrove evitando i costi fissi della manodopera. Il ministro Di Maio aveva detto a chiare lettere che il marchio non può essere slegato dallo stabilimento. Oggi Conte valuterà se ci sono margini di manovra da parte di Safet Toksoz, uno dei due fratelli titolari del gruppo che già produce in Turchia la crema di nocciole Pernigotti. Il Corriere della Sera ha intanto annunciato che la Sperlari di Cremona, tedesca dal 2017, si è fatta avanti con i Toksoz ma finora non c’è una vera e propria trattativa.

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