Ancora due mesi di disagi al traffico a Serravalle Scrivia per via della chiusura di Via Fabbriche. Il cantiere allestito dalla società Milano-Serravalle sul sottopasso autostradale dovrebbe essere smontano alla fine di giugno. L’argomento è stato l’ultimo punto discusso nel Consiglio comunale di mercoledì sera grazie a un’interrogazione presentata dalle minoranze (https://www.giornale7.it/via-fabbriche-chiusa-le-opposizioni-comune-rassegnato-alle-richieste-della-milano-serravalle/).
Il sindaco Luca Biagioni ha accusato l’opposizione di “creare volutamente confusione per gettare fumo negli occhi con soluzioni semplicistiche per problemi che semplici non sono“. Come la richiesta alla Milano-Serravalle di mantenere attivo il cantiere solo di notte per permettere il transito in via Fabbriche durante il giorno: “Gli spazi troppo ridotti del sottopasso imporrebbero di smontate ogni giorno il cantiere per poi rimontarlo, proposta impraticabile“.
Sul pedaggio gratuito del tratto autostradale da Serravalle a Vignole, è stato ricordato che i gestori sono diversi: la società Milano-Serravalle fino a a Serravalle, Autostrade per l’Italia per il resto della A7 fino a Genova, difficile quindi arrivare concretizzare anche questa seconda proposta.
Sull’impiego di personale della Milano-Serravalle per migliorare il flusso del traffico nelle ore di punta, secondo Biagioni, “non c’è alcuna certezza che questa soluzione possa essere utile o meno. Il problema del traffico in generale è stato in parte risolto grazie agli interventi sui semafori”.
“Siamo consapevoli – ha concluso il sindaco – dei disagi ma soluzione adottata su via Fabbriche è la meno impattante ed è frutto di un confronto tra il Comune e la Milano-Serravalle. Noi siamo stati ineccepibili”
Marcello Bocca, capogruppo di Ripartiamo Serravalle, ha replicato accusando la maggioranza “di aver sbagliato su tutta la linea. Le nostre proposte sono basate sulla nostra esperienza e su quanto ci chiedono i nostri elettori: non si può parlare di fumo negli occhi. Non avete voluto imporre nulla alla società“.









