Ilva, ex dipendenti vogliono il pagamento del cambio tuta

Nel 2012 una sentenza del tribunale aveva riconosciuto 9.800 euro a un pensionato dello stabilimento novese

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Sono pronti a dare battaglia sul pagamento del cosiddetto cambio tuta gli ex operai del’Ilva di Novi Ligure. Soltanto la scorsa settimana era stata resa nota la sentenza della Corte di Cassazione che respingeva il ricorso del novese Giovanni Pica: secondo i giudici, il ricorrente avrebbe depositato prove insufficienti a dimostrare come il cambio tuta fosse obbligatorio nello stabilimento novese. Pica, a tal proposito, sostiene di essere stato in sostanza abbandonato nell’iter processuale sia dal legale sia dai sindacati.

Ora, insieme a Michele Fiore, ex capo turno dell’Ilva, promette nuovamente battaglia alla luce di un’altra sentenza, risalente addirittura al 2012 ma di cui quasi nessuno sapeva nulla. Il novese Roberto Ferrari, con un medesimo ricorso, si era visto riconoscere dal tribunale del lavoro di Alessandria oltre 9.800 euro, la cifra richiesta dal suo legale per il pagamento dello straordinario riconosciuto a proposito del tempo impiegato per il cambio tuta e per giungere al reparto dove lavorava all’Ilva. “A Genova, Taranto e Racconigi – dicono Fiore e Pica – l’Ilva paga il cambio tuta agli operai. A Novi come altrove il capo turno sarebbe stato costretto a mandare via il dipendente che non avesse indossato quanto previsto dall’azienda. Non solo: sarebbero scattate sanzioni disciplinari. Per questo il tempo impiegato per cambiarsi doveva e deve essere pagato”.

Michele Fiore e Giovanni Pica

Pica assicura che, nonostante l’esito negativo in Cassazione, si rivolgerà alla Cisl per avviare una nuova vertenza allo scopo di chiedere la revisione del processo. Fiore, con altri due ex dipendenti, ha incaricato un legale di valutare il da farsi: “Siamo ancora in tempo per ricorrere fino al febbraio del 2018. Purtroppo per molti altri non sarà possibile. È curioso che la sentenza di Ferrari non sia stata resa nota dai sindacati”. La sentenza del 2012 ha messo nero su bianco che “indossare la tuta e i dispositivi di sicurezza è un obbligo per il lavoratore”, tesi che i legali dell’Ilva non hanno contestato durante il processo. Molti pensionati Ilva non faranno in tempo a ricorrere poiché hanno lasciato i lavoro troppi anni fa ed è quindi scattata la prescrizione