La falda di Sezzadio-Predosa torna in pericolo grazie alla Regione.

L'iter della tangenziale voluta dalla Riccoboni per la discarica di rifiuti di cascina Borio può ripartire: l'acqua che potrebbe servire anche al Novese sempre più a rischio.

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Per la Regione la tangenziale di Sezzadio può essere realizzata seguendo il tracciato indicato nel piano regolatore poiché non ci sono grossi rischi di alluvione. È la risposta arrivata al Comune e alla Provincia che riapre la questione della discarica di rifiuti (1,7 milioni di metri cubi) prevista a Cascina Borio, proprio sopra la falda acquifera di Sezzadio-Predosa, una delle più importanti in tutto il Piemonte, discarica già autorizzata dall’amministrazione provinciale targata Rita Rossa con la sola condizione che la Riccoboni depositi il progetto della tangenziale. Deposito che non è ancora avvenuto poiché da marzo l’iter progettuale della nuova strada, necessaria solo alla multinazionale dei rifiuti, era fermo dopo la richiesta di sospensione da parte del Comune.

Un’assemblea a Sezzadio contro la discarica.

L’ente aveva appunto sollevato possibili criticità rispetto al tracciato per la sua vicinanza con la Bormida, che il 25 novembre dello scorso anno aveva invaso le aree interessate. Era stata presentata una perizia di un geologo dove si dimostrava che l’alluvione del 2016 era è stata molto più invadente di quella del 1994. A giudizio dell’amministrazione comunale doveva quindi essere individuato un nuovo tracciato. Di tutt’altro avviso gli uffici regionali, secondo i quali l’alluvione di un anno fa non è stata molto differente dalle precedenti, quindi la nuova strada può essere realizzata dove previsto. Così, la falda acquifera che dà da bere ai Comuni dell’Acquese e che punta a essere utilizzata anche per il territorio Novese, torna a essere in pericolo. Ora potrà ripartire l’iter provinciale della tangenziale mentre sono ancora pendenti i ricorsi di vari Comuni contro l’autorizzazione alla discarica.

La maggioranza a guida Pd che governa la Regione, nelle settimane scorse, ha inoltre bocciato un emendamento presentato dai 5 stelle alla legge omnibus per bloccare la trasformazione in discariche delle ex cave, proprio il caso di Sezzadio. “La nostra proposta – spiegano i consiglieri regionali 5 stelle Gianpaolo Andrissi e Paolo Mighetti – prevedeva di introdurre precisi criteri di tutela ambientale all’interno della nuova legge piemontese sulle cave in modo da limitare tale trasformazione entro certi limiti dalle falde acquifere. Ancora una volta la Regione, a guida Pd, si conferma insensibile alle battaglie in difesa dell’ambiente. Ci domandiamo quali siano le logiche a cui rispondono gli esponenti della maggioranza. Le nostre priorità invece sono sempre state molto chiare: siamo e saremo sempre dalla parte della tutela dell’ambiente”.