Può l’eco di una grande esperienza culturale nascere proprio nel punto più recondito e silenzioso di una valle? È la scommessa visionaria di Adriano Formoso — psicologo, psicoterapeuta, ricercatore in neuroscienze e cantautore, noto al pubblico come Doctor Music. Mercoledì 12 agosto (ore 21.00), la quiete incantata della Val Borbera si trasformerà nello scenario di un appuntamento unico nel suo genere: il primo concerto in stile Candle Light dell’intera vallata. Il sagrato della secolare chiesa di Montaldo di Cosola, frazione incastonata tra i rilievi dell’Appennino alessandrino, diventerà per una notte un teatro acustico e visivo naturale, rischiarato unicamente dalla luce calda di centinaia di candele. «Ogni territorio possiede un suono segreto che ne racconta l’anima più profonda. La Val Borbera non aveva ancora il suo Candle Light Concert: oggi regaliamo a queste montagne un’esperienza pensata per scolpirsi nella memoria.»
A dare voce al ricco programma musicale saranno due virtuosi di eccezionale talento: la pianista Sonia Vettorato e il violinista Mattia Mugnai. Il repertorio spazierà attraverso epoche e linguaggi differenti: dalle storiche ed emozionanti partiture del Maestro Ennio Morricone alle epiche melodie dei Queen, dai capolavori classici internazionali alla grande tradizione cantautorale italiana. Non mancherà un tocco d’autore profondamente legato alle radici locali. Adriano Formoso ha infatti selezionato e riarrangiato alcuni brani tradizionali e canti popolari della Val Borbera, restituendo alla comunità un omaggio musicale originale capace di unire neuroscienze, percezione emotiva e identità storica.
Negli ultimi anni, Adriano Formoso ha tracciato un solco innovativo nel panorama culturale italiano, portando la sua ricerca sul rapporto tra frequenze musicali, benessere della mente ed emozioni nei più prestigiosi teatri, atenei e centri di divulgazione. La tappa di Cosola rappresenta l’evoluzione di questo percorso: un’operazione di valorizzazione territoriale che dimostra come anche le piccole comunità di montagna possano farsi palcoscenico di eventi dal forte respiro culturale. L’auspicio degli organizzatori è che questo primo appuntamento possa trasformarsi in una tradizione stabile dell’estate in alta Val Borbera, capace di richiamare appassionati, turisti e residenti sotto un unico cielo stellato.








